Una domenica di sole trasformata in pochi minuti in un pomeriggio di apprensione. A Tarquinia Lido, in provincia di Viterbo, è scattato nella giornata di oggi un allarme bomba che ha costretto le autorità a interdire una vasta porzione di mare e a bloccare l’accesso all’acqua per tutti i bagnanti presenti. Il motivo: il ritrovamento di un presunto ordigno bellico sul fondale marino, a pochi metri dalla riva.
La scoperta: un bagnante nota qualcosa di anomalo sul fondo

A fare la scoperta è stato un uomo che stava facendo il bagno nelle acque vicine al porticciolo di Tarquinia Lido. Notando la presenza di un oggetto anomalo sul fondale, ha immediatamente abbandonato l’acqua e avvisato il bagnino di turno, facendo scattare la procedura di sicurezza prevista per situazioni di questo tipo. In pochi minuti sono intervenute le autorità marittime, che hanno avviato le verifiche del caso e disposto l’interdizione dell’area.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza emessa dalla Capitaneria di porto di Civitavecchia, l’oggetto individuato sarebbe una probabile bomba a mano adagiata sul fondale marino. Il reperto si troverebbe a circa un metro di profondità e a una distanza di circa cinque metri dalla battigia: praticamente a ridosso della riva, in un’area normalmente frequentata da bagnanti di tutte le età.
I divieti: 500 metri di mare off-limits
In attesa degli accertamenti tecnici necessari per stabilire con certezza la natura dell’oggetto e il suo eventuale livello di pericolosità, è stato disposto il sequestro dell’area interessata, con un raggio di interdizione di 500 metri attorno al punto del ritrovamento. Un perimetro ampio, che riflette la cautela con cui le autorità trattano qualsiasi segnalazione di questo tipo, soprattutto in una zona affollata come una spiaggia nei giorni di punta della stagione estiva.
L’ordinanza vieta temporaneamente qualsiasi attività nello specchio d’acqua interessato: nessuna navigazione, nessun ancoraggio, nessuna sosta con imbarcazioni da diporto o professionali. Vietate anche le immersioni, le attività di pesca e qualsiasi altra operazione legata all’utilizzo del mare. I bagnanti presenti sull’arenile hanno potuto continuare a sostare sulla spiaggia, ma senza entrare in acqua.
I disagi per turisti e stabilimenti balneari
La misura ha provocato inevitabili disagi in una giornata che, per condizioni meteo e periodo dell’anno, avrebbe dovuto essere tra le più frequentate della stagione. Gli stabilimenti balneari della zona si trovano ora in attesa dell’esito delle verifiche, senza poter sapere con certezza quando l’area potrà essere nuovamente aperta e tornare pienamente fruibile per i loro clienti.
Turisti e famiglie che avevano programmato una giornata al mare si sono trovati di fronte a spiagge accessibili ma con il divieto assoluto di entrare in acqua, una situazione che ha generato confusione e malcontento tra chi non era a conoscenza dell’accaduto. Le autorità hanno presidiato la zona per far rispettare i divieti e fornire informazioni aggiornate sullo stato delle operazioni.
Un fenomeno tutt’altro che raro sulle coste italiane
Episodi come quello di Tarquinia Lido si ripetono con una certa frequenza lungo le coste e nei territori italiani. A distanza di decenni dai conflitti che hanno interessato il Paese nel corso del Novecento, non è raro che residuati bellici rimasti nascosti per anni nei fondali marini, nei terreni agricoli o in aree frequentate emergano improvvisamente, spinti dai movimenti sabbiosi, dall’erosione costiera o da lavori di scavo.
In questi casi scattano immediatamente protocolli di sicurezza rigidi e standardizzati. Le verifiche vengono affidate agli organi specializzati degli artificieri, mentre le zone interessate vengono temporaneamente interdette per eliminare qualsiasi rischio per la popolazione. Le operazioni possono richiedere ore o anche giorni, e durante la stagione estiva provocano disagi significativi, ma restano assolutamente necessarie per garantire l’incolumità di chi frequenta quelle aree.
Per Tarquinia Lido, la giornata si conclude con il mare off-limits e la speranza che gli accertamenti tecnici possano chiudersi in tempi rapidi. Il litorale attende.