L’ultimo sondaggio condotto da Ipsos per il Corriere della Sera, pubblicato il 30 maggio 2026, fotografa un panorama politico in rapido movimento. Le elezioni amministrative, con la vittoria del centrodestra a Venezia al primo turno, hanno lasciato tracce profonde negli equilibri tra i partiti. Il quadro che emerge è quello di un centrosinistra indebolito, un centrodestra che cresce ma che da solo non basta, e un Roberto Vannacci che si trasforma sempre di più in ago della bilancia dell’intera politica italiana.
FdI risale al 27,6%: Meloni recupera dopo il referendum
Fratelli d’Italia
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è il grande protagonista positivo di questa rilevazione. Il partito di Giorgia Meloni si attesta al 27,6%, con una crescita di +1,4% rispetto alla fine di aprile. Un balzo significativo, che riporta i meloniani vicino alla soglia del 28% e segna il recupero dopo le tensioni generate dalla sconfitta nel referendum sulla giustizia. Meloni si conferma il pilastro inamovibile della coalizione di governo, capace di assorbire le crisi e tornare a crescere nei momenti di difficoltà degli alleati.
Gli alleati, però, non se la passano bene. Forza Italia subisce una netta flessione e scende all’8,2%, perdendo 0,8 punti percentuali in un mese. Il calo coincide con il nuovo attivismo della famiglia Berlusconi, in particolare di Marina, che sta orientando il partito verso posizioni più liberali, spesso in contrasto con FdI e Lega. Una dinamica che crea attriti interni alla coalizione e spinge parte dell’elettorato azzurro a guardare altrove.
Ancora peggio va alla Lega, ferma al 5,7% con un ulteriore calo di 0,1 punti. Si tratta del dato più basso dall’inizio della legislatura per il partito di Matteo Salvini, che alle europee del 2024 aveva raccolto il 9%. Una crisi profonda, aggravata dalla pressione crescente di un concorrente interno sempre più ingombrante.
Vannacci al 4,8%: quasi alla pari con la Lega
Il dato che più di ogni altro agita i palazzi romani è quello di Futuro Nazionale. Il movimento dell’ex generale Roberto Vannacci sale al 4,8%, guadagnando +0,7 punti in un mese. Con questo risultato, i “vannacciani” si portano a meno di un punto dalla Lega, ritagliandosi un ruolo che potrebbe rivelarsi decisivo sia per gli equilibri interni alla coalizione che per l’esito delle prossime elezioni politiche.
La crescita di Vannacci non avviene nel vuoto: avviene mentre la Lega arretra, Forza Italia si sposta verso il centro e FdI presidia il cuore della destra. Futuro Nazionale occupa uno spazio preciso, quello della destra più identitaria e radicale, e lo fa in modo sempre più efficace. Noi Moderati chiude lo schieramento di maggioranza allo 0,8%.
Il crollo del PD: -2,2% in un mese, minimo storico al 20,1%
Sul fronte delle opposizioni, la notizia più clamorosa riguarda il Partito Democratico. Il partito guidato da Elly Schlein perde il 2,2% in un mese e scivola al 20,1%, toccando il risultato più basso degli ultimi anni. Un crollo che gli analisti collegano in parte al contraccolpo psicologico per la sconfitta di Venezia, dove il candidato dem Andrea Martella non è riuscito a sfondare neanche al primo turno. Il PD paga il prezzo di una leadership e di una strategia che faticano a tradursi in voti quando si confronta direttamente con l’elettorato locale.
A tenere botta è invece il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che sale al 14,5% con un incremento di +0,2 punti. Un segnale di stabilità che, nel contesto di una coalizione in difficoltà, assume un significato politico rilevante: il M5S si rafforza come secondo polo del campo largo, riducendo la distanza dal PD.
Alleanza Verdi-Sinistra consolida la sua posizione crescendo al 6,8% (+0,1%). Italia Viva si attesta al 2%, mentre +Europa sale all’1,5% (+0,2%). Azione, fuori dalle grandi coalizioni, si mantiene stabile al 3,1%.
Gli scenari elettorali: senza Vannacci il centrodestra perde
I numeri del sondaggio aprono a simulazioni politiche di grande interesse, con le elezioni politiche attese tra circa un anno. Il centrodestra tradizionale — FdI, FI, Lega e Noi Moderati — raccoglie complessivamente il 42,3%. Il Campo Largo — PD, M5S, AVS, IV e +Europa — nonostante la forte flessione del PD, raggiungerebbe il 44,9%, sopravanzando il centrodestra di governo di oltre due punti percentuali.
La variabile che cambia tutto si chiama Futuro Nazionale. Solo l’ingresso di Vannacci nella coalizione di centrodestra permetterebbe alla destra di vincere, portando il blocco teorico al 47,1%. Un dato matematico inequivocabile, ma che nasconde complessità politiche non banali: la convivenza tra il nuovo corso liberale di Forza Italia e le posizioni di destra radicale di Vannacci appare difficile, così come resta da capire come reagirebbe la Lega di fronte a un alleato che le rosicchia consensi ogni mese. Il generale è diventato decisivo. Ma il prezzo politico dell’accordo con lui potrebbe essere alto per tutti.