giovedì, Luglio 16

Garlasco, la bomba in tv di Abbate: “Quando è stato convocato, Lovati ha confessato tutto”

Un momento di televisione destinato a far discutere. Ospite di Dritto e Rovescio su Rete 4, il giornalista Carmelo Abbate — uno dei cronisti che da anni segue da vicino ogni sviluppo del caso di Garlasco — ha pronunciato parole che hanno fatto calare il gelo in studio. Parole rivolte direttamente a Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, presente in studio nella stessa trasmissione. Se quanto sostenuto da Abbate dovesse trovare conferme, si tratterebbe di una svolta potenzialmente decisiva in una delle vicende giudiziarie più seguite degli ultimi vent’anni.

L’accusa in diretta: “Hai confessato tutto, ai giornalisti hai sempre mentito”

Garlasco, bomba in diretta tv: "Lovati ha confessato tutto agli inquirenti. Ai giornalisti ha sempre mentito"

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Il momento clou è stato ricostruito da un utente sui social, che ha trascritto le parole di Abbate nel dettaglio. Il giornalista si è rivolto direttamente a Lovati, presente in studio, con un’accusa senza precedenti: “Lovati è qui, perché non dice che gli inquirenti di Milano sanno tutto poiché quando è stato convocato lui, Lovati ha confessato tutto, mentre ai giornalisti ha sempre mentito. Su Lovati, sei qui in trasmissione: ammettilo.”

La reazione in studio è stata immediata e inequivocabile. Secondo la testimonianza social, “Lovati imbarazzatissimo non sapeva dove girarsi, non ha proferito parola”. E il conduttore Zurlo, presente in studio, sarebbe rimasto “cadaverico” di fronte all’attacco frontale. Un silenzio che, in televisione, vale quanto una risposta.

Le accuse sui documenti riservati della difesa

Non si è trattato dell’unico affondo di Abbate nel corso della trasmissione. Il giornalista ha allargato il campo delle sue contestazioni, puntando il dito su alcuni aspetti della precedente indagine archiviata dalla Procura guidata allora dall’aggiunto Mario Venditti. Secondo Abbate, il team difensivo di Sempio si sarebbe trovato in possesso di documentazione che, a suo giudizio, non avrebbe dovuto avere.

I riferimenti sono precisi: il dossier dell’agenzia investigativa incaricata dalla difesa di Alberto Stasi e la consulenza sul DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi, realizzata dal genetista Francesco Linarello. Come siano finiti questi materiali nelle mani della difesa di Sempio è uno dei nodi che, secondo Abbate, andrebbero chiariti.

Sempio rifiuta la perizia psichiatrica: lo psichiatra lavorerà sugli atti

Nel frattempo, l’inchiesta che vede Andrea Sempio indagato continua a produrre sviluppi. I legali del 38enne hanno annunciato che il loro assistito non presterà il consenso alla consulenza psichiatrica richiesta dalla Procura di Pavia. Una scelta strategica, che mira a ostacolare o rallentare quella parte degli accertamenti.

La decisione non blocca però la strada agli inquirenti. Lo psichiatra Roberto Catanesi procederà comunque alla propria analisi, basandosi sugli atti, sui documenti e sul materiale sequestrato dagli investigatori, senza la necessità di un esame diretto dell’indagato. Gli inquirenti ritengono che la consulenza possa comunque avere un peso significativo nell’inchiesta. I legali di Sempio, dal canto loro, contestano l’impostazione dell’accertamento e ribadiscono che prima debbano essere dimostrati i fatti.

Garlasco, quasi vent’anni dopo: perché il caso non si chiude

Chiara Poggi

fu uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco, in provincia di Pavia. Alberto Stasi, il suo fidanzato, fu condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione. Una sentenza che molti hanno accettato, e che altri continuano a contestare. Il nome di Andrea Sempio, amico di Stasi, era già circolato nelle prime fasi delle indagini, poi era sparito, e ora è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione.

Le parole di Abbate in diretta televisiva aggiungono un tassello nuovo e potenzialmente esplosivo a un puzzle che, a quasi vent’anni di distanza, continua a non comporsi. Se il retroscena evocato dal giornalista trovasse riscontri concreti, gli scenari che si aprirebbero sarebbero radicalmente diversi da quelli attuali. Per ora restano accuse pronunciate in televisione, davanti a un ex avvocato che ha scelto di non rispondere. Ma in questo caso, il silenzio ha sempre avuto un peso specifico tutto suo.