sabato, Giugno 6

Garlasco, cosa rischia Marco Poggi: l’avvocato avverte

Mentre Marco Poggi sceglie di rompere il silenzio in televisione, nelle aule giudiziarie e negli studi dei programmi di approfondimento si discute di tutt’altro: non solo di cosa ha detto il fratello di Chiara Poggi, ma di cosa avrebbe detto in passato e di quanto quelle dichiarazioni reggano al confronto con le consulenze tecniche acquisite dalla Procura di Pavia. Il tema è emerso con forza nelle ultime ore sia a Mattino 5 sia a Quarta Repubblica, con esperti legali e giornalisti di cronaca nera che hanno sollevato una domanda scomoda: cosa rischia concretamente Marco Poggi se venissero accertate incongruenze rilevanti nelle sue deposizioni?

Le incongruenze tra le dichiarazioni e la consulenza informatica

La giornalista di cronaca nera Rita Cavallaro, intervenuta durante la trasmissione Quarta Repubblica condotta da Nicola Porro su Rete 4, ha messo il dito su un punto specifico. Secondo quanto riferito dalla giornalista, sarebbero emerse anomalie tra quanto dichiarato da Marco Poggi il 20 maggio e i risultati della consulenza tecnica del professor Dal Checco sul computer di Chiara Poggi. «Sono state rilevate incongruenze tra quanto riferito da Marco Poggi e la consulenza del professor Dal Checco» ha affermato Cavallaro, alimentando interrogativi sull’attendibilità di alcune testimonianze rese nel corso degli anni.

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Cavallaro ha inoltre precisato che le piste investigative alternative rispetto alla posizione del principale indagato, Andrea Sempio, resterebbero al momento marginali: il movente del delitto, secondo la sua lettura, orienterebbe le indagini in una direzione ben definita.

L’avvocato Gallo a Mattino 5: “Potrebbe diventare indagato”

A fare chiarezza sulle implicazioni giuridiche della vicenda è stato l’avvocato Fabrizio Gallo, intervenuto durante la trasmissione Mattino 5. Il legale ha spiegato con precisione lo scenario che si aprirebbe qualora le discrepanze nelle dichiarazioni di Poggi venissero ritenute rilevanti dagli inquirenti: Marco Poggi rischierebbe di essere accusato di falsa testimonianza, con tutto ciò che questo comporta sul piano processuale.

Il meccanismo è stato illustrato nel dettaglio dal giornalista Stefano Zurlo: «Se il pubblico ministero dimostra la falsità delle dichiarazioni, l’interrogatorio si sospende, si convoca il difensore e il testimone diventa indagato». Una procedura precisa, codificata, che trasformerebbe in modo radicale la posizione di Poggi all’interno dell’inchiesta: da fratello della vittima e testimone chiave, a soggetto formalmente indagato. Una prospettiva che aumenta sensibilmente la pressione attorno alla sua nuova convocazione davanti alla Procura.

La Procura di Pavia riascolta diversi testimoni

La riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco ha portato la Procura di Pavia a disporre una serie di nuove audizioni, coinvolgendo diverse persone legate alla vicenda. Marco Poggi è tra coloro che sono stati riconvocati, in relazione proprio alle possibili incongruenze emerse tra le sue dichiarazioni e gli accertamenti tecnici. Una scelta investigativa che, nel contesto di un’inchiesta già complessa, aggiunge un ulteriore livello di pressione su una figura che fino a ieri era rimasta ai margini della scena pubblica.

Va ricordato che Poggi ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nell’omicidio della sorella, e che nelle ultime ore ha scelto di parlare apertamente proprio per smontare le speculazioni che lo riguardano. Tuttavia, il tema delle incongruenze nelle dichiarazioni è distinto da quello delle accuse pubbliche: sul piano giudiziario, anche difformità involontarie o legate al passare del tempo possono aprire procedimenti formali.

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