sabato, Giugno 6

Morta Bernadette Chirac a 93 anni: addio all’ex First Lady

La Francia perde una delle figure più emblematiche della sua storia recente. Bernadette Chirac, vedova del presidente Jacques Chirac e prima dame della Quinta Repubblica per dodici anni, si è spenta all’età di 93 anni nella serata del 5 giugno 2026, circondata dall’affetto dei suoi familiari nel dipartimento degli Hauts-de-Seine.

A dare l’annuncio ufficiale – riporta Ansa.it – è stata la figlia Claude Chiara, che ha descritto gli ultimi momenti della madre come sereni, arrivati a poco più di due settimane dal suo novantatreesimo compleanno, celebrato lo scorso 18 maggio. Con lei scompare una donna che ha ridefinito per sempre il significato di First Lady in Francia.

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Chi era Bernadette Chirac: molto più della moglie di un presidente

Nata Bernadette Chodron de Courcel, la sua storia comincia sui banchi di Sciences Po a Parigi, dove conobbe il giovane Jacques Chirac. Da quel momento i due non si sarebbero più separati, attraversando insieme oltre sei decenni di storia politica francese: dai primi incarichi ministeriali fino alla guida della Mairie di Parigi, dalla fondazione del partito RPR fino alle elezioni presidenziali del 1995, vinte al terzo tentativo dopo una campagna in cui il contributo strategico di Bernadette fu decisivo.

Ma ridurre Bernadette Chirac al ruolo di compagna fedele sarebbe profondamente ingiusto nei confronti di una donna che ha costruito una carriera politica del tutto autonoma. È stata l’unica First Lady nella storia francese ad aver ricoperto contemporaneamente una carica politica elettiva: per oltre trent’anni, dal 1979 al 2015, ha servito come consigliera generale della Corrèze, un dipartimento rurale al quale era profondamente legata. Un consenso costruito sul campo, porta a porta, tra i cittadini reali di un territorio che l’ha scelta e rieletta per tre decenni.

La consigliera più fidata

Chi la conosceva bene la descriveva come la voce più onesta che Jacques Chirac avesse accanto: capace di sostenerlo con una lealtà incrollabile nei momenti difficili, ma anche di sfidarlo con una franchezza che pochi altri si permettevano. Era la sua consigliera più fidata e, quando necessario, la sua critica più severa. Dietro ogni vittoria elettorale del marito c’era anche la sua capacità di leggere il paese, di capire dove andava l’umore degli elettori, di trasformare intuizioni politiche in strategie concrete.

Non si è mai limitata al protocollo. Nelle lunghe fasi in cui è rimasta nell’ombra — e ce ne sono state molte, nella carriera discontinua di Chirac — Bernadette ha mantenuto il proprio radicamento territoriale nella Corrèze, costruendo un capitale politico personale che non dipendeva dalla luce riflessa del marito. Un modello inedito, che ha anticipato di decenni la discussione sul ruolo delle consorti dei leader politici.

L’eredità sociale: i bambini ospedalizzati e l’operazione Pièces Jaunes

Se la politica l’ha resa rispettata, è stato il suo impegno nel sociale a farla amare. Il nome di Bernadette Chirac è indissolubilmente legato all’operazione Pièces Jaunes, l’iniziativa benefica volta a migliorare le condizioni di vita dei bambini ricoverati negli ospedali francesi. Una causa che portò avanti con una dedizione che andava ben oltre i doveri del ruolo, entrando nelle case di milioni di francesi come una figura materna, attenta alle fragilità dei più piccoli e dei più vulnerabili.

Questa doppia anima — la politica rigorosa e la benefattrice empatica — ha fatto di lei una delle donne più ammirate della sua generazione, capace di attraversare decenni di cambiamenti sociali mantenendo sempre un filo diretto con il paese reale.

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