Arrivano le prime buone notizie sul fronte della salute di Jannik Sinner. Dopo sette ore di esami distribuiti tra lunedì e martedì all’ospedale San Raffaele di Milano, accompagnato dal proprio team e dal professor Alberto Zangrillo, il numero uno del tennis mondiale ha completato il ciclo di accertamenti programmati dopo il malore accusato al Roland Garros.
E i primi risultati sono rassicuranti: nessuna anomalia significativa, nessuna problematica che possa compromettere il prosieguo della stagione. Sinner si prepara a volare a Monte Carlo per riprendere gli allenamenti e puntare dritto verso Wimbledon, dove si presenterà da campione in carica.
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Cosa hanno cercato i medici: dall’ematochimico alla cardiologia

Il protocollo diagnostico al San Raffaele è stato ampio e approfondito. Sinner si è sottoposto a esami ematochimici completi, controlli generali e approfondimenti specifici, compresi quelli di natura cardiologica.
L’obiettivo non era solo capire cosa fosse accaduto durante il Roland Garros — dove il campione era uscito sconfitto al secondo turno dopo un crollo fisico in cinque set contro Juan Manuel Cerundolo — ma anche verificare se esistesse un comune denominatore dietro i diversi episodi di affaticamento accusati negli ultimi mesi, tra cui quelli a Cincinnati, Shanghai e Roma.
La risposta, per ora, è confortante. Dopo il primo ciclo di esami non sarebbe emerso alcun elemento preoccupante. I medici non avrebbero rilevato anomalie significative né patologie che potrebbero mettere a rischio la partecipazione del tennista ai prossimi tornei. Un quadro clinico pulito, che lascia aperti alcuni interrogativi sulle cause precise dei malori ma esclude le ipotesi più preoccupanti.
Il contesto: esami preventivi, non di emergenza
Va precisato che gli accertamenti al San Raffaele erano stati pianificati in modo ordinato, non come risposta a un’urgenza medica. Prima di recarsi a Milano, Sinner aveva trascorso un periodo di relax a Monte Carlo e alcuni giorni di vacanza in Sardegna, nella zona di Porto Rafael, in compagnia della fidanzata Laila Hasanovic e di alcuni amici. Le condizioni generali del campione nei giorni precedenti agli esami non destava preoccupazioni particolari, e il tono complessivo del percorso diagnostico era quello della prevenzione e dell’ottimizzazione atletica più che della gestione di un’emergenza.