Nuovo capitolo nel braccio di ferro mediatico attorno ai rapporti tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Dopo giorni di polemiche e smentite, l’emittente La7 ha trasmesso quella che ha presentato come la registrazione della telefonata tra il presidente statunitense e un proprio inviato, avvenuta all’indomani del vertice del G7. L’audio è andato in onda nel corso della trasmissione L’Aria che Tira.
L’annuncio in diretta
A illustrare la vicenda è stato il conduttore David Parenzo, che ha spiegato come in un primo momento l’emittente avesse potuto diffondere soltanto il testo della conversazione, nel rispetto delle procedure previste per i colloqui con il presidente degli Stati Uniti.
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“Abbiamo rispettato il protocollo previsto per le telefonate con il presidente degli Stati Uniti”, ha dichiarato Parenzo. “Qualcuno aveva messo in dubbio il contenuto della telefonata. Per questo abbiamo chiesto la possibilità di diffondere l’audio originale e la Casa Bianca ci ha autorizzato a farlo”. Il conduttore ha precisato che la registrazione sarebbe stata trasmessa integralmente, senza tagli.
🔴 Attenzione, la Casa Bianca ha autorizzato la diffusione dell’audio originale della telefonata a Trump e La7 lo manda in onda in risposta al complottismo del senatore Borghi. Attendiamo la sua scrupolosa analisi del testo e dei toni #lariachetira pic.twitter.com/K0QNPFWKI3
— Il Grande Flagello (@grande_flagello) June 23, 2026
La ricostruzione dell’emittente
Secondo quanto riferito da La7, l’ascolto confermerebbe la versione già diffusa nei giorni precedenti. L’intervista, stando alla ricostruzione del conduttore, sarebbe stata avviata per affrontare temi di politica internazionale, a partire da una domanda sulla posizione statunitense riguardo a un possibile ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea.
Sarebbe poi stato lo stesso presidente americano, secondo la lettura dell’emittente, a spostare la conversazione sulla premier italiana. “L’intervista parte con tutt’altro scopo”, ha osservato Parenzo, sostenendo che a deviare il discorso sia stato l’interlocutore. La traduzione dei passaggi attribuiti a Trump e diffusa dall’emittente riprende il contenuto già anticipato nei giorni scorsi, al centro delle polemiche.
Il contesto della vicenda
La messa in onda della registrazione arriva dopo giorni di acceso dibattito politico e mediatico, alimentato dai dubbi sollevati da alcuni esponenti della maggioranza sulla fedeltà della trascrizione inizialmente diffusa. Va sottolineato che gli elementi finora disponibili provengono dalla stessa emittente e che non è possibile, allo stato, una verifica indipendente del contenuto dell’audio.
Al momento non risultano commenti ufficiali da parte di Palazzo Chigi o della presidente del Consiglio. Resta da capire se e come il governo italiano deciderà di intervenire su una vicenda che, al di là del merito, continua a tenere banco nel dibattito pubblico.