Dopo il post pubblicato da Donald Trump su Truth Social, in cui il presidente americano ha invocato un “restraining order” nei confronti della premier Giorgia Meloni, è cresciuto l’interesse su cosa sia realmente questo provvedimento previsto dall’ordinamento giuridico statunitense.
Cos’è un “restraining order”

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Il restraining order, tradotto come ordine restrittivo o di protezione, è un provvedimento di natura civile che un tribunale statunitense può emettere per proteggere una persona da situazioni come una presunta violenza domestica, un’aggressione, molestie, stalking o violenza sessuale. È importante sottolineare che si tratta di uno strumento di tutela preventiva e non costituisce una condanna penale.
Attraverso questo provvedimento, un giudice può ordinare alla controparte di astenersi da determinate azioni e di rispettare specifiche disposizioni. La mancata osservanza dell’ordine costituisce una violazione che può comportare l’arresto e il perseguimento penale del trasgressore.
Come varia da stato a stato
Negli Stati Uniti, le leggi relative agli ordini restrittivi variano in base allo stato di riferimento. Alcuni stati, come Oregon e Pennsylvania, applicano uno standard basato sulla preponderanza delle prove, mentre altri, come il Wisconsin, richiedono che il provvedimento sia fondato su “motivi ragionevoli”. Esiste comunque una legge federale che impone a tutti gli stati di riconoscere piena validità a un ordine restrittivo emesso da qualsiasi altro stato, a condizione che siano rispettati determinati requisiti minimi di giusto processo.
Le diverse tipologie di ordini restrittivi
Secondo quanto riportato dall’Ufficio governativo statunitense per la salute delle donne, esistono diverse tipologie di ordini restrittivi. L’ordine restrittivo d’emergenza può essere emesso direttamente dalla polizia quando la persona che lo richiede si trova in pericolo immediato o non può recarsi in tribunale, e scade generalmente dopo pochi giorni.
L’ordinanza restrittiva temporanea viene invece emessa da un giudice per garantire sicurezza nel periodo che precede l’udienza, con una durata media di circa 14 giorni. Diverso è l’ordine di non contatto, che rappresenta una vera e propria sanzione legata a un procedimento penale in corso, e che può durare per periodi più o meno lunghi a seconda delle circostanze del caso.
Infine, l’ordine restrittivo per violenza domestica viene emesso dopo un’udienza in tribunale e può avere una durata particolarmente estesa, anche di diversi anni.
Cosa può stabilire il tribunale
Le leggi sugli ordini di protezione consentono al tribunale di imporre a un presunto aggressore di mantenere una determinata distanza da luoghi sensibili, come l’abitazione, il luogo di lavoro o la scuola della persona tutelata, oltre a vietare qualunque forma di contatto, che si tratti di telefonate, messaggi, e-mail, social media o anche l’invio di oggetti come fiori o regali. Il tribunale può inoltre vietare esplicitamente al soggetto qualsiasi condotta lesiva o minacciosa.
Il contesto della vicenda
Il riferimento a questo istituto giuridico da parte di Trump è arrivato attraverso un post pubblicato sul suo profilo Truth Social, accompagnato da un’immagine che lo ritrae insieme alla premier Giorgia Meloni, riaccendendo il dibattito sui rapporti diplomatici tra Roma e Washington.