Il caso legato alla squalifica sospesa di Folarin Balogun continua a far discutere ben oltre il rettangolo di gioco, arrivando questa volta a generare un momento di tensione anche negli studi Rai dedicati ai Mondiali 2026. Durante il collegamento che ha preceduto la sfida tra Brasile e Norvegia, il confronto tra Paola Ferrari e Marco Tardelli si è acceso improvvisamente, lasciando per alcuni istanti lo studio in silenzio.
Le perplessità di Tardelli sulla decisione FIFA
Al centro della vicenda, la scelta della FIFA di sospendere la squalifica automatica prevista per l’attaccante statunitense dopo l’espulsione rimediata nella gara contro la Bosnia, sanzione che gli avrebbe impedito di disputare gli ottavi di finale contro il Belgio. Commentando la vicenda, Tardelli ha espresso forti dubbi sulla decisione: “È una gran brutta cosa perché, al di là del fatto che lui possa aver commesso il fallo volontariamente o meno, se fosse successo in area di rigore avrebbero dato il rigore. Sicuramente. Era rigore. E allora era anche fallo e, di conseguenza, questa decisione non andava annullata”.
Leggi anche:Francesca Barra lascia il programma su Rete 4: l’annuncio commosso in diretta
Leggi anche:Grave lutto per Antonella Clerici, tutti stretti a lei
Leggi anche:È morto Abramo Orlandini, il “maggiordomo” di Vittorio Sgarbi in Sgarbi Quotidiani: aveva 65 anni
È stata però la parte finale del suo intervento a generare maggiore clamore: “Ma in questo Mondiale si può fare di tutto, perché basta ricevere degli ordini”. Una frase generica, senza alcun nome o riferimento esplicito, che ha comunque cambiato immediatamente il clima in studio.
La replica di Paola Ferrari
Subito dopo, Paola Ferrari è intervenuta prendendo le distanze dal contenuto delle parole del collega, ricordandogli che la responsabilità di quanto affermato ricadeva su di lui: “Ah, degli ordini, dici. Va bene, certo, quello che dici è importante e te ne assumi la responsabilità”. La conduttrice ha poi coinvolto l’altro opinionista in studio, Paulo Roberto Falcao, aggiungendo: “Detto ciò, Paolo Roberto, non so chi possa dare un ordine a Infantino, ma…”. A quel punto Tardelli ha tenuto a precisare immediatamente: “Io non ho fatto nessun nome”.
Trump chiama la FIFA per fare annullare la squalifica di un giocatore degli Stati Uniti
Tardelli: “In questi Mondiali si può fare di tutto perché basta ricevere degli ordini”
Paola Ferrari: “Te ne prendi la responsabilità, non so chi possa dare un ordine a Infantino” pic.twitter.com/zWt5dU1dcX— Il Grande Flagello (@grande_flagello) July 5, 2026
Un’ipotesi che circola senza conferme ufficiali
Sebbene Tardelli non abbia indicato alcun destinatario delle proprie parole, diversi telespettatori hanno letto un possibile riferimento al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, complice anche un successivo passaggio in cui la stessa Ferrari ha richiamato un messaggio pubblicato sui social dal presidente americano a sostegno della decisione della FIFA. È bene sottolineare che si tratta, al momento, di un’indiscrezione circolata sui social e non confermata ufficialmente da alcuna delle parti coinvolte, relativa a una presunta telefonata tra Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino.
Intervenendo successivamente nella trasmissione “Notti Mondiali”, lo stesso Tardelli ha voluto chiarire la propria posizione, evitando di attribuire responsabilità dirette: “Non so se Trump abbia fatto una telefonata alla FIFA, questo non si può sapere. Certamente è una cosa che non c’entra niente con lo sport, non c’entra niente con il calcio”.
La reazione della Federazione belga
La decisione della FIFA di sospendere la sanzione, richiamando l’articolo 27 del proprio Codice disciplinare e congelando il provvedimento per un anno, ha provocato la ferma reazione della Federazione calcistica belga, che ha diffuso una nota ufficiale per contestare la scelta dell’organismo internazionale.
Un caso destinato a far discutere
Tra il botta e risposta in studio e le indiscrezioni non confermate legate alla vicenda, il caso Balogun si conferma uno degli argomenti più dibattuti di questi Mondiali 2026, alimentando il confronto tanto tra addetti ai lavori quanto tra il pubblico sui social.