martedì, Luglio 7

Trump-Meloni, disgelo in vista: la Casa Bianca valuta un ruolo per l’Italia in Libia

Dopo settimane di tensioni e attacchi pubblici, l’amministrazione Trump starebbe cercando una strada per ricucire i rapporti con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’occasione per un possibile riavvicinamento sarebbe il vertice Nato di Ankara, dove potrebbero arrivare non solo segnali politici di distensione, ma anche una proposta concreta: affidare a Italia e Turchia un ruolo centrale nella stabilizzazione della Libia e nella valorizzazione delle sue risorse energetiche.

Roma considerata un alleato strategico

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Secondo fonti vicine all’amministrazione statunitense, una parte della Casa Bianca considererebbe Roma un alleato troppo rilevante per lasciare che la crisi diplomatica in corso possa aggravarsi ulteriormente. L’idea alla base di questa strategia sarebbe quella di trasformare il dossier libico in un terreno di collaborazione, rafforzando il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e favorendo al tempo stesso gli interessi occidentali nell’area.

Le due anime dell’amministrazione Trump

All’interno della Casa Bianca convivrebbero però due linee di pensiero molto diverse tra loro. Da un lato ci sarebbe chi punta a ristabilire un rapporto positivo con il governo italiano, ritenendo fondamentale mantenere saldo il legame con Roma. Dall’altro resterebbe forte la componente vicina al movimento Maga, che continuerebbe a considerare Meloni un’alleata poco affidabile, ritenendo ormai compromessa la relazione politica con Washington.

Questa contrapposizione interna sarebbe destinata a essere risolta direttamente dallo stesso Trump, che nei prossimi giorni dovrebbe decidere quale direzione imprimere ai rapporti con l’Italia. L’amministrazione americana starebbe inoltre valutando un gesto simbolico proprio in occasione del vertice Nato, dove Trump e Meloni torneranno a incontrarsi dopo le recenti polemiche.

La Libia al centro della strategia americana

Il progetto riguarderebbe soprattutto la Libia, dove Washington punterebbe a favorire la nascita di un governo unitario e a rilanciare gli investimenti occidentali nel settore energetico. In questo scenario, l’Italia verrebbe considerata un interlocutore privilegiato, sia per la sua storica presenza nel Paese nordafricano sia per gli interessi legati alle attività di Eni.

L’ipotesi allo studio prevederebbe un coordinamento tra Italia e Turchia per sostenere la stabilizzazione della Libia e accompagnarne lo sviluppo economico, trasformando questo incarico in un segnale concreto di riavvicinamento politico tra Roma e Washington.

Resta il nodo della spesa militare

Nonostante le aperture sul dossier libico, resta aperto il fronte delle richieste americane rivolte agli alleati Nato. Gli Stati Uniti continuerebbero infatti a chiedere un rapido aumento della spesa militare fino al 5% del Pil, confermando che è in corso una revisione della presenza militare statunitense in Europa, con possibili cambiamenti nella distribuzione di truppe e mezzi. Un messaggio che riguarderebbe direttamente anche l’Italia, mantenendo alta la pressione nei confronti del governo Meloni.

Cosa succederà ad Ankara

Il vertice Nato di Ankara si preannuncia dunque come un appuntamento decisivo per comprendere la reale direzione dei rapporti tra Roma e Washington, in un momento in cui alle tensioni diplomatiche delle ultime settimane potrebbero affiancarsi le prime aperture concrete su dossier strategici per entrambi i Paesi.