Nigel Farage, leader di Reform UK, ha annunciato a sorpresa martedì la propria decisione di dimettersi da deputato, con l’obiettivo dichiarato di provocare elezioni suppletive nel collegio in cui era stato eletto. Il leader del partito ha precisato di volersi ricandidare immediatamente per lo stesso seggio, quello di Clacton-on-Sea, nell’Inghilterra orientale.
L’annuncio in un discorso televisivo

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Farage ha comunicato la sua decisione attraverso una dichiarazione trasmessa in televisione, spiegando di aver riflettuto a lungo prima di arrivare a questa scelta: “Ci ho pensato a lungo e ho deciso oggi, oggi stesso, che mi dimetterò da membro del Parlamento per Clacton, provocando così delle elezioni suppletive che dovrebbero tenersi a breve”.
Il leader di Reform UK ha voluto rimettere la propria posizione al giudizio diretto degli elettori: “Saranno gli abitanti di Clacton a giudicare le mie azioni”, ha dichiarato, definendo la futura elezione suppletiva “uno scontro tra il popolo e l’establishment”.
Le accuse sui finanziamenti
La decisione arriva nel contesto di un’indagine in corso da parte dell’organismo di controllo parlamentare britannico, relativa a una donazione da 5 milioni di sterline (circa 6,7 milioni di dollari) ricevuta da Farage dall’imprenditore Christopher Harborne, investitore nel settore delle criptovalute residente in Thailandia. Secondo quanto riportato dal Sunday Times, tale somma non sarebbe stata correttamente registrata come beneficio economico.
Alle indagini già in corso si aggiungono ora le richieste dei parlamentari dell’opposizione di aprire un secondo filone investigativo, relativo al sostegno ricevuto da Farage da parte di George Cottrell, imprenditore attivo nel settore del gioco d’azzardo legato alle criptovalute e già condannato in passato per frode. Il Partito Laburista, attualmente al governo, ha formalmente chiesto l’apertura di questo secondo accertamento.
La difesa di Farage
Nel suo intervento, Farage ha respinto con fermezza ogni addebito: “Non ho fatto nulla di male. Non ho infranto la legge in alcun modo. Non ho fatto un uso improprio di denaro pubblico”. Il leader di Reform UK ha inoltre sostenuto che il codice di condotta parlamentare regoli soltanto la vita pubblica dei deputati e non quella privata, ribadendo che “guadagnare denaro non è un crimine”.
Riguardo alla donazione ricevuta da Harborne, Farage l’ha paragonata a “una vincita alla lotteria”, raccontando di aver avuto poche disponibilità economiche dopo il referendum sulla Brexit. Ha inoltre precisato che circa il 70% di quella somma sarebbe stato destinato a rafforzare la propria sicurezza personale, definendosi “la figura pubblica o il politico più attaccato fisicamente e verbalmente dei tempi moderni”.
Lo scontro con l’establishment e la stampa
Nel discorso, Farage ha attaccato duramente sia il governo laburista sia i mezzi di informazione, accusando l’establishment di cercare di ostacolare la crescita del suo partito attraverso “mezzi scorretti e illeciti”, non riuscendo a farlo per vie legittime. Ha inoltre definito le restrizioni imposte dai laburisti sulle donazioni politiche come paragonabili a quelle “di un Paese comunista”, sostenendo che il governo abbia modificato le regole a proprio vantaggio elettorale.
Un partito in crescita
Il leader di Reform UK ha colto l’occasione anche per rivendicare i risultati ottenuti dalla propria formazione politica nelle recenti tornate elettorali. Farage, entrato alla Camera dei Comuni dopo sette tentativi falliti in occasione delle elezioni del 4 luglio 2024, era stato tra i volti di punta della campagna per il “Leave” durante il referendum sulla Brexit del 2016, che portò all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.
Cosa succede ora
Le dimissioni formali apriranno la strada a un’elezione suppletiva nel collegio di Clacton, che si terrà nelle prossime settimane. Farage ha già annunciato l’intenzione di ricandidarsi per riconquistare il seggio, in quella che ha definito una sfida diretta tra l’establishment politico e il proprio elettorato.