giovedì, Luglio 16

Che fine ha fatto Domnica Cemortan, la donna al centro delle cronache della Costa Concordia: oggi è un’attivista

Il ritorno d’attenzione sulla tragedia della Costa Concordia, riacceso dal recente documentario Netflix, ha riportato alla memoria anche i volti che allora finirono al centro delle cronache. Tra questi c’è quello di Domnica Cemortan, la donna moldava che nel 2012 si trovava a bordo della nave e che venne travolta da un clamore mediatico enorme. Oggi la sua vita è profondamente diversa.

Cosa accadde davvero nel 2012

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Nei giorni successivi al naufragio, che costò la vita a 32 persone, il nome di Cemortan rimbalzò su tutti i giornali: in molti la indicarono come presunta compagna del comandante Francesco Schettino, in una narrazione che contribuì a costruirle addosso un’immagine destinata a durare anni.

Da quanto emerso successivamente, però, la ricostruzione è ben diversa: la donna si trovava sulla nave come passeggera e, quando la Concordia iniziò a inabissarsi, si prestò a tradurre in russo le comunicazioni rivolte agli ospiti a bordo. Per quella vicenda ha ricevuto un risarcimento in qualità di vittima del naufragio.

L’impegno per i diritti delle donne

A distanza di quattordici anni, Cemortan ha costruito un percorso pubblico completamente nuovo. È diventata un’attivista per i diritti delle donne, molto presente sui social, dove sostiene campagne e iniziative a difesa delle vittime di violenza.

Tra le sue iniziative, ha promosso una raccolta firme per chiedere il ritorno in carcere di tre uomini accusati di violenza sessuale ai danni di una minorenne. Un impegno che racconta un volto pubblico orientato ai temi sociali e civili, lontanissimo da quello che le cronache italiane le avevano cucito addosso.

Le battaglie per la Moldavia

Il suo attivismo non riguarda soltanto la condizione femminile. Cemortan ha promosso anche una campagna contro la cessione di quote della società che gestisce l’infrastruttura ferroviaria moldava, sostenendo che quella privatizzazione rischierebbe di rendere il suo Paese “ostaggio” della Russia.

Prese di posizione che raccontano un legame forte con la Moldavia e con le questioni che ne riguardano il futuro, in una fase storica in cui il Paese si trova al centro di tensioni geopolitiche rilevanti.

Lontana dall’Italia

A distanza di anni dal caso Costa Concordia, Cemortan vive nel suo Paese d’origine e, a quanto risulta, non farebbe più ritorno in Italia: proprio la nazione da cui era partito quell’improvviso e ingombrante successo mediatico.

Il suo percorso pubblico passa oggi soprattutto dai social, tra campagne, impegno civile e attenzione per la propria terra. Una parabola che, letta a distanza di tempo, dice qualcosa anche sul modo in cui certe storie vennero raccontate allora: al centro di quella tragedia c’erano 32 vittime, ma per settimane una parte della cronaca preferì inseguire il dettaglio più pruriginoso.