sabato, Luglio 18

Garlasco, parla l’ex fidanzata di Andrea Sempio a Quarto Grado: “Mai stato violento, nessuna paura di lui”

Il caso di Garlasco torna al centro dell’attenzione con nuovi elementi emersi nella puntata di Quarto Grado. Da un lato la testimonianza dell’ex fidanzata di Andrea Sempio, attualmente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi; dall’altro un esperimento tecnico sull’ormai celebre “impronta 33”. Come sempre in questi casi, va ricordato che Sempio è indagato e non condannato, e che vale pienamente la presunzione d’innocenza.

La testimonianza dell’ex fidanzata

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La donna, ascoltata a sommarie informazioni testimoniali, ha ricostruito la propria relazione con Sempio, durata circa tre anni. “L’ho conosciuto quando ero una ragazzina, nel 2015. Siamo stati insieme all’incirca 3 anni, ci siamo lasciati perché non voleva responsabilità, qualcosa di serio”, ha raccontato.

Agli inquirenti, che le hanno chiesto se avesse mai avuto timore di lui, la donna ha risposto in modo netto: “Non ho mai avuto paura di lui”, descrivendo un rapporto sereno e una buona intesa. Ha inoltre riferito che l’ultima volta che si erano visti lui aveva provato ad avvicinarla, ma di fronte al suo no aveva accettato la cosa senza problemi.

Una descrizione, quella fornita dall’ex compagna, che restituisce l’immagine di una relazione ordinaria, priva di episodi problematici.

L’esperimento sull’impronta 33

Sul fronte tecnico, il genetista Giorgio Portera ha mostrato un esperimento che potrebbe rivelarsi rilevante. La cosiddetta “impronta 33” è una traccia su cui, secondo l’accusa, la mano dell’assassino avrebbe lasciato materiale organico molto umido, provocando una reazione intensa alla ninidrina, compatibile con sudore e sangue.

Portera ha simulato una traccia intrisa solo di sudore su un muro, in condizioni analoghe a quelle dell’impronta. Secondo il genetista, l’esperimento dimostrerebbe che una mano molto sudata può produrre gli stessi schizzi e la stessa linea di demarcazione attribuiti dall’accusa a una traccia di sangue: un elemento che, se confermato, giocherebbe a favore della posizione dell’indagato.

Un caso ancora aperto

Gli sviluppi confermano quanto il caso resti intricato e lontano da una soluzione definitiva. Le testimonianze e gli esperimenti tecnici mostrati in televisione rappresentano tasselli di un dibattito che si svolge in parte sui media, ma il cui esito spetta esclusivamente alle aule giudiziarie.

Ogni nuovo elemento, come l’esperimento sull’impronta 33, dovrà essere valutato nelle sedi opportune. Fino ad allora, la prudenza resta d’obbligo: si tratta di ipotesi e ricostruzioni, non di verità processuali acquisite.