Nuova fotografia delle intenzioni di voto degli italiani secondo il sondaggio Swg realizzato per il Tg La7. La rilevazione, diffusa lunedì 20 luglio, registra un lieve calo per Fratelli d’Italia e per il Pd, la crescita del Movimento 5 Stelle e l’ennesimo passo avanti di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, che supera Alleanza Verdi e Sinistra.
Numeri che confermano alcune tendenze già emerse nelle scorse settimane: il partito di maggioranza resta saldamente in testa, ma continua una lenta erosione, mentre negli equilibri tra le forze minori si registrano movimenti significativi. Un quadro che, a distanza dalle prossime elezioni, viene osservato con crescente attenzione sia dentro la maggioranza sia nel campo delle opposizioni. Vediamo il dettaglio, partito per partito.
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FdI sempre primo, ma in leggero calo
Fratelli d’Italia
resta ampiamente il primo partito, pur cedendo lo 0,3% e scendendo al 26,9%. La formazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni mantiene comunque un ampio vantaggio su tutti gli avversari, confermandosi il perno attorno a cui ruota l’intero centrodestra di governo.
Si tratta però di un dato che, letto nel medio periodo, segnala un progressivo ridimensionamento rispetto ai picchi toccati nei mesi successivi alle ultime elezioni politiche, quando il partito viaggiava stabilmente su valori più elevati. Un arretramento graduale, non un crollo, ma che testimonia una fase di consensi meno brillante per il partito della premier.
Il Pd tiene la piazza d’onore, il M5S cresce
Alle spalle di FdI si conferma il Pd della segretaria Elly Schlein, che tuttavia perde lo 0,2% e scivola al 21,1%. I democratici restano la prima forza d’opposizione, ma anche per loro il trend di questa rilevazione è leggermente negativo, senza che si riduca in modo sostanziale la distanza dal primo partito.
In controtendenza il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che guadagna lo 0,2% e raggiunge il 13,1%, consolidando la propria posizione di terza forza politica. Ai piedi del podio si colloca invece Forza Italia, che resta stabile al 7,7%, confermandosi il secondo partito della coalizione di governo dietro a Fratelli d’Italia.
La corsa di Vannacci e il sorpasso su AVS
Il dato più rilevante della rilevazione riguarda però Futuro Nazionale. Il partito di Vannacci guadagna un altro 0,4% e sale al 6,7%, superando Verdi e Sinistra, fermi al 6,4%. Un sorpasso che conferma la traiettoria di crescita costante della formazione guidata dall’ex generale, nata da relativamente poco e capace di ritagliarsi in fretta uno spazio sempre più ampio.
La progressione di Futuro Nazionale è uno degli elementi più osservati degli ultimi mesi, perché incide direttamente sugli equilibri interni al centrodestra. Con questi ritmi, il partito si avvicina progressivamente alle formazioni più strutturate della coalizione, aprendo interrogativi sui futuri rapporti di forza tra gli alleati.
Lega in lieve rialzo e le altre forze
Passo avanti anche per la Lega di Matteo Salvini, che sale dal 5,4% al 5,5%. Il partito si trova ormai a breve distanza da Futuro Nazionale, in un confronto interno all’area di centrodestra che si annuncia sempre più serrato e che potrebbe ridefinire le gerarchie tra gli alleati di governo.
Più staccate le altre forze politiche. Azione si attesta al 3,5%, Italia Viva al 2,5%, +Europa all’1,3%, Noi Moderati all’1,1% e Avanti Psi all’1%. Numeri che confermano un quadro frammentato per le formazioni minori, molte delle quali si muovono intorno alla soglia di sbarramento.
Cosa dicono i numeri sugli equilibri politici
Nel complesso, la rilevazione restituisce l’immagine di un panorama politico in movimento. I due principali partiti, FdI e Pd, arretrano leggermente, mentre alcune formazioni minori mostrano vivacità. Il consolidamento di Futuro Nazionale oltre la soglia del 6% aggiunge un elemento di novità che riguarda non solo il centrodestra, ma l’intero arco parlamentare.
Il possibile riassetto interno alla coalizione di governo, con Vannacci in ascesa e gli alleati tradizionali chiamati a fare i conti con una nuova concorrenza, è destinato a diventare uno dei temi centrali del dibattito nei prossimi mesi. Molto dipenderà dalla capacità delle singole forze di intercettare consensi in un elettorato che appare tutt’altro che cristallizzato.
Una fotografia parziale
Come sempre nel caso dei sondaggi, è bene ricordare che si tratta di una fotografia parziale e legata al momento della rilevazione, soggetta a margini di errore e a possibili oscillazioni. Istituti diversi, con metodologie differenti, possono restituire quadri non perfettamente sovrapponibili.
Saranno i prossimi appuntamenti elettorali e gli sviluppi del confronto politico a dire se queste tendenze troveranno conferma o se si tratterà di semplici variazioni temporanee. Per ora, il messaggio che arriva dai numeri è quello di un quadro fluido, in cui nessun risultato può considerarsi acquisito in via definitiva.