venerdì, Settembre 4

Tragedia familiare a Finale Ligure, tre vittime in casa: indagini in corso per ricostruire le ultime ore

La comunità di Finale Ligure è piombata nel silenzio dopo la tragedia familiare che ha sconvolto la provincia di Savona. Tra le mura di un’abitazione si è consumato un dramma che ha lasciato sgomenti conoscenti e residenti, incapaci di trovare una spiegazione.

Il bilancio è di tre vittime: una madre, il figlio adolescente e il capofamiglia, che ha poi rivolto l’arma contro di sé. Un episodio che si è verificato nelle ore comprese tra la notte del 2 e il 3 settembre 2026.

Chi erano le vittime

A perdere la vita sono stati Mattia, quindici anni, e la madre Paola Siri, nota architetta sessantenne del posto. L’uomo, Daniele Baruzzo, impiegato di 59 anni, si è tolto la vita al termine della sequenza.

La notizia ha scosso profondamente chiunque conoscesse il nucleo familiare, fino a quel momento descritto come unito e senza crepe evidenti. Nessuno, tra chi frequentava la famiglia, riferisce di aver colto segnali di allarme.

La crociera che non ci sarà

C’è un dettaglio che rende il quadro ancora più difficile da accettare. Il giovane era un ragazzo attivo, appassionato di calcio, che proprio nei giorni precedenti aveva superato i recuperi scolastici estivi.

Per festeggiare quel traguardo prima dell’avvio del nuovo anno scolastico, i genitori avevano pianificato una crociera. Un progetto rimasto sulla carta, che restituisce l’immagine di una quotidianità apparentemente ordinaria fino all’ultimo.

Un contesto più complesso di quanto appariva

Dietro la parvenza di serenità, però, si celavano passaggi più delicati. La nascita del figlio in età matura aveva reso i coniugi particolarmente apprensivi, mentre la donna aveva attraversato in passato un periodo di grave difficoltà personale.

Elementi che, da soli, non spiegano nulla, ma che gli inquirenti stanno valutando nel tentativo di ricostruire il contesto in cui è maturata la vicenda.

Il profilo dell’uomo

Particolare attenzione si concentra ora sulla figura del capofamiglia. Chi lo conosceva ne ricorda la tendenza a caricarsi di ogni peso senza mai mostrare cedimenti né chiedere il supporto di terzi.

Un atteggiamento mantenuto anche durante la prolungata malattia e la successiva scomparsa dei genitori anziani. Un carico emotivo consistente, gestito dietro una facciata di costante controllo, che secondo chi lo frequentava non lasciava trasparire alcuna fragilità.

Le indagini in corso

Gli accertamenti degli inquirenti proseguono per ricostruire con esattezza le ultime ore trascorse all’interno dell’abitazione e per fare piena luce sui dettagli dell’accaduto.

Al momento nessuna ipotesi relativa alle motivazioni può considerarsi accertata: saranno gli approfondimenti a stabilire quali elementi abbiano preceduto quanto avvenuto. Nel frattempo resta lo sgomento di una comunità che si interroga su come una situazione simile abbia potuto maturare senza che nessuno se ne accorgesse.

Se stai attraversando un momento di difficoltà o hai bisogno di parlare con qualcuno, puoi contattare Telefono Amico Italia al numero 02 2327 2327 o il Servizio per la prevenzione del suicidio al numero verde 800 334 343. Il supporto è gratuito e disponibile tutti i giorni.