Proseguono le indagini sull’omicidio del giornalista sportivo Luigi “Luca” Esposito, ucciso il 19 luglio in un terreno agricolo della località Cioffi, a Eboli. Nelle ultime ore sono emersi nuovi elementi dall’interrogatorio del 26enne Ridha Rahmouni, fermato dai carabinieri e accusato del delitto.
Secondo quanto riferito agli inquirenti, il giovane ha raccontato che tra lui e la vittima sarebbe scoppiata una forte lite. La Procura di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, al momento parla ufficialmente di un violento diverbio maturato per “varie motivazioni”, senza confermare nel dettaglio la versione fornita dall’indagato.
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La versione fornita durante l’interrogatorio

Nel corso dell’interrogatorio, Rahmouni avrebbe sostenuto che Esposito fosse diventato particolarmente insistente nei suoi confronti. L’uomom ha dichiarato che il giornalista intratteneva rapporti intimi a pagamento con alcuni suoi connazionali e che pretendeva lo stesso tipo di relazione anche con lui, nonostante i ripetuti rifiuti. Dichiarazioni che sono al vaglio degli investigatori e non risultano confermate.
Secondo il suo racconto, l’incontro tra i due era stato concordato nelle ore precedenti. Esposito avrebbe raggiunto il luogo dell’appuntamento in automobile, mentre il giovane sarebbe arrivato in bicicletta. La situazione sarebbe poi degenerata rapidamente fino alla violenta aggressione.
Le accuse e gli elementi raccolti dagli investigatori
Secondo la ricostruzione della Procura, dopo aver colpito la vittima, il 26enne avrebbe dato fuoco al corpo. Gli investigatori contestano un omicidio di estrema brutalità e stanno verificando ogni dettaglio del racconto fornito dall’indagato, compresi gli aspetti relativi al possibile movente.
Tra gli elementi che hanno portato al fermo figurano un’impronta digitale trovata sull’auto della vittima, il ritrovamento del cellulare di Esposito e di altri effetti personali nel casolare dove il giovane si nascondeva, oltre alle immagini delle telecamere di sorveglianza e ai dati delle celle telefoniche che collocherebbero i due nello stesso quadrante territoriale nelle ore del delitto.
I contatti tra i due prima dell’omicidio
Le indagini hanno evidenziato che i contatti telefonici tra Esposito e Rahmouni sarebbero iniziati già alla fine di giugno, intensificandosi sensibilmente nelle ore immediatamente precedenti all’omicidio. Questo elemento rafforza l’ipotesi che l’incontro fosse stato organizzato e che la vittima si sia presentata sul posto senza immaginare il tragico epilogo.
Dopo il delitto, secondo gli investigatori, il telefono utilizzato dal 26enne avrebbe cambiato scheda SIM, circostanza ritenuta un ulteriore elemento investigativo da approfondire.
Le indagini proseguono
Rahmouni è stato rintracciato in un casolare abbandonato non lontano dal luogo dell’omicidio e successivamente trasferito nel carcere di Salerno. Per lunedì 27 luglio è prevista l’udienza di convalida del fermo.
Le dichiarazioni rese dall’indagato rappresentano esclusivamente la sua versione dei fatti e saranno sottoposte a verifica nel corso dell’inchiesta. Saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e il procedimento giudiziario a chiarire definitivamente la dinamica dell’omicidio, il movente e le eventuali responsabilità.
La riservatezza della vittima
Un altro aspetto emerso nel corso delle indagini riguarda la vita privata di Luca Esposito. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, amici, colleghi e familiari conoscevano poco delle sue frequentazioni personali. Proprio questa riservatezza rende ancora più complessa la ricostruzione dei rapporti che precedevano il delitto e dei motivi che hanno portato al tragico incontro del 19 luglio.