giovedì, Luglio 30

Marco Rizzo lascia Democrazia Sovrana Popolare dopo lo scontro su Vannacci: “Penso a un nuovo partito”

L’effetto Vannacci continua a scombussolare la politica italiana, e stavolta le scosse arrivano in un angolo inaspettato: la sinistra sovranista. Marco Rizzo, storico esponente comunista ed ex parlamentare di Rifondazione, ha di fatto chiuso la sua esperienza in Democrazia Sovrana Popolare, il piccolo partito che lui stesso aveva fondato e di cui era coordinatore. La causa scatenante? Proprio i suoi ripetuti apprezzamenti per il generale, che hanno mandato in subbuglio gli iscritti fino a metterlo in minoranza al congresso della scorsa settimana. Congresso al quale Rizzo, significativamente, non si è nemmeno presentato.

Negli ultimi tempi le uscite al miele dell’ex deputato verso il leader di Futuro Nazionale non erano passate inosservate. Una su tutte: “Un generale che dice no alla guerra mi piace”. Parole indigeribili per una parte consistente della base, che ha deciso di voltare pagina.

La resa dei conti al congresso: “Ora si dimetta ufficialmente”

Marco Rizzo lascia Democrazia Sovrana Popolare dopo lo scontro sugli apprezzamenti a Roberto Vannacci e annuncia un nuovo partito

La rottura si è consumata definitivamente domenica scorsa a Roma, dove il presidente di Democrazia Sovrana Popolare, Francesco Toscano, ha riunito circa 500 iscritti. Da quell’assemblea è uscita una richiesta netta: Rizzo deve dimettersi ufficialmente dal ruolo di coordinatore. Non solo: Toscano ha auspicato che si faccia da parte anche chiunque, all’interno del movimento, stia pensando di seguire l’ex leader nella sua nuova avventura politica.

I maligni parlano già di “scissione dell’atomo”, visto che alle ultime politiche il partito aveva raccolto l’1,2%. Ma al di là dei numeri, lo strappo racconta qualcosa di più grande: la capacità del fenomeno Vannacci di spaccare non solo il centrodestra, dove il suo partito in ascesa nei sondaggi crea più di una preoccupazione, ma anche il variegato mondo del sovranismo di sinistra.

“L’Italia del domani”: il manifesto del nuovo partito di Rizzo

E Rizzo? Tutt’altro che ridimensionato, ha già in mente la prossima mossa. Sul suo profilo YouTube ha pubblicato “Il manifesto politico di Marco Rizzo”, anticipando la nascita di una nuova formazione: “Noi dobbiamo impegnarci per l’Italia del domani. L’Italia del domani è uno slogan che però può anche contenere l’idea di un partito”. L’annuncio, insomma, è nei fatti: l’ex coordinatore di Dsp riparte da zero, con un progetto tutto suo.

La domanda che tutti si fanno, a questo punto, è una sola: il nuovo partito di Rizzo potrebbe allearsi con Vannacci? La risposta dell’interessato è un capolavoro di ambiguità strategica: “Vedremo”.

Il nodo “remigrazione”: “Sì e no. L’Italia è degli italiani”

Incalzato sul cavallo di battaglia più controverso del generale, la cosiddetta “remigrazione”, Rizzo non si è sottratto, offrendo una risposta destinata a far discutere: “Se sono d’accordo? Sì e no. Se uno è favorevole alla migrazione vota Pd, io penso che l’Italia sia degli italiani”. Parole che confermano la traiettoria dell’ex comunista, sempre più distante dalla sinistra tradizionale e sempre più vicino ai temi identitari del sovranismo.

Il quadro che si delinea è chiaro: mentre Futuro Nazionale scala i sondaggi, attorno a Vannacci si muove un piccolo ecosistema di forze pronte a gravitare nella sua orbita. E la parabola di Rizzo, dal comunismo ortodosso alla possibile alleanza con un generale, è forse il simbolo più clamoroso di quanto il vento della politica italiana stia cambiando direzione. Il “vedremo” di oggi potrebbe trasformarsi presto in qualcosa di molto concreto.