mercoledì, Agosto 5

Giornata nazionale Enzo Tortora, la Camera approva: 97 astenuti e l’attacco di Gaia Tortora

La Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria di Enzo Tortora, dedicata alle vittime degli errori giudiziari. Il provvedimento è passato con 178 voti favorevoli e nessun contrario, ma sono state le 97 astensioni a trasformare il voto in un caso politico.

La ricorrenza cadrà il 17 giugno, anniversario dell’arresto del conduttore televisivo nel 1983. Tortora fu accusato di traffico di droga e di rapporti con la camorra sulla base delle dichiarazioni di alcuni pentiti, per poi essere assolto con formula piena. Il suo caso è rimasto il riferimento più citato quando in Italia si parla di malagiustizia.

Il voto alla Camera e le 97 astensioni

Ad astenersi sono stati i deputati dei gruppi di opposizione, con l’eccezione di Italia Viva. Nessun parlamentare ha votato contro il testo, ma per i promotori dell’iniziativa il numero delle astensioni ha finito per offuscare il significato della giornata appena istituita.

Tra i sostenitori più attivi del provvedimento c’è Enrico Costa, deputato di Forza Italia da anni impegnato sui temi della giustizia e della presunzione di innocenza, che ha salutato l’approvazione come un passaggio significativo.

Gaia Tortora: “Fate pena, incommentabili”

La reazione più netta è arrivata da Gaia Tortora, giornalista e figlia del conduttore morto nel 1988. Sui social ha indirizzato due parole a Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra: “Fate pena, incommentabili”.

Il messaggio ha innescato in poche ore una nuova ondata di reazioni, spostando il baricentro della discussione dal contenuto della legge al comportamento tenuto in Aula.

La replica delle opposizioni: “Il problema è il metodo”

I gruppi che si sono astenuti hanno respinto la lettura di un dissenso nel merito. La contestazione, secondo le loro spiegazioni, riguarda il percorso con cui il testo è arrivato in Aula.

Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, ha parlato di una legge condivisibile nel contenuto ma gestita con modalità sbagliate. Su un altro fronte Davide Faraone, di Italia Viva, ha giudicato l’approvazione arrivata con troppo ritardo, senza tuttavia unirsi alle astensioni del resto dell’opposizione.

Perché il caso Tortora resta un simbolo

Arrestato il 17 giugno 1983 nel pieno della sua carriera televisiva, Tortora attraversò anni di carcere, processi e gogna pubblica prima dell’assoluzione definitiva. Morì nel 1988, pochi anni dopo essere stato scagionato.

È questa parabola a rendere il suo nome il riferimento naturale per una giornata dedicata a chi subisce un errore giudiziario, e a spiegare perché ogni passaggio parlamentare che lo riguarda finisca per pesare ben oltre il valore simbolico della ricorrenza.