Uno dei tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco” mette in atto condotte autolesive – come ferite da morso – ripetute all’interno della struttura protetta di Vasto, in Abruzzo, dove i minori si trovano dallo scorso novembre dopo l’allontanamento dai genitori disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Non si tratta di un episodio isolato. Come riporta Il Messaggero, il comportamento è reiterato e ha fatto scattare un allarme tra gli operatori della struttura e i consulenti che seguono i tre fratelli. Le lesioni che il bambino si procura restano, sul piano fisico, superficiali; è il loro significato psicologico a preoccupare gli esperti, che le leggono come lo sfogo di un disagio profondo che il piccolo non riesce a mettere in parole.
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Cosa dice la relazione dei consulenti

Le prime avvisaglie erano state segnalate mesi fa dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa Martina Aiello, consulenti di parte della coppia anglo-australiana. Nella loro relazione depositata in Tribunale — corredata di documentazione fotografica e video — i due parlano di segnali compatibili con una sofferenza psicologica significativa.
Il documento riconduce questi segnali a un “trauma da sradicamento”, con manifestazioni sul piano emotivo, comportamentale e relazionale. Ferite da morso lievi, va specificato. La causa, secondo i due specialisti, è la separazione dei bambini dal loro contesto familiare, che avrebbe già prodotto un impatto lesivo sul loro equilibrio psicologico, aggravato da nove mesi di conflitto tra la famiglia e il personale della casa famiglia.
È bene precisare che si tratta di una perizia di parte, prodotta dai consulenti nominati dalla famiglia: è uno degli elementi che il Tribunale deve valutare, non un accertamento definitivo e neutrale.
Il nodo del ricongiungimento: la decisione che non arriva
La decisione del Tribunale per i minorenni sull’eventuale ritorno dei tre bambini dai genitori era attesa entro luglio, nell’ipotesi più ottimistica. I minori erano già stati ascoltati in audizione protetta e i tempi per il deposito delle memorie erano stati accelerati. Ma luglio è passato senza alcun provvedimento, e a oggi non ci sono indicazioni sui tempi.
Ogni settimana di attesa, sostengono i consulenti della famiglia, pesa sui bambini: è questo il senso con cui la relazione sul disagio del piccolo è stata portata all’attenzione del giudice.
La nuova casa offerta dal Comune di Palmoli
Nel frattempo i genitori si sono trasferiti in una nuova abitazione, concessa gratuitamente per due anni dal Comune di Palmoli. È inoltre prevista la costruzione di un’altra struttura, accanto a quella in cui la famiglia viveva nei boschi abruzzesi.
La coppia spera che i tre figli possano raggiungerli presto in una delle due sistemazioni. La tempistica, però, dipende interamente dalla decisione del Tribunale, che resta l’unico passaggio in grado di sbloccare la vicenda.