giovedì, Agosto 6

Conte all’audizione sul Covid: «Questa commissione è un plotone di esecuzione, non troverete nulla di illecito»

Toni durissimi in occasione dell’audizione dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte davanti alla commissione d’inchiesta sul Covid. Il leader del Movimento 5 Stelle ha respinto con forza ogni addebito sulla gestione della pandemia, arrivando a definire la commissione, testualmente, un “plotone di esecuzione” nei suoi confronti.

Al centro dell’audizione anche la rivelazione di un verbale ricevuto in forma anonima, che Conte ha dichiarato di aver depositato in procura a Roma.

La difesa di Conte sulla gestione della pandemia

L’ex premier ha ricostruito la fase più acuta dell’emergenza come un periodo in cui occorreva decidere con quali provvedimenti contenere il contagio in un contesto che, ha sostenuto, rischiava di alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato. La linea del governo dell’epoca, ha spiegato, fu costruire risposte compatibili con la Costituzione di fronte a una situazione in continuo mutamento.

Su questa base Conte ha rivendicato la correttezza del proprio operato: “Non troverete mai qualcosa di illecito”, ha affermato, sostenendo di aver svolto il proprio compito “con disciplina e onore” e accusando gli avversari di gettare ombre sulla gestione dell’emergenza per fini di speculazione politica.

L’accusa alla commissione: «Un plotone di esecuzione»

Il passaggio più aspro è quello in cui l’ex premier ha attaccato frontalmente l’organismo parlamentare, definendolo concepito come “un plotone di esecuzione” nei suoi confronti e, allo stesso tempo, come una forma di protezione verso gli amministratori locali di altri partiti.

Si tratta della posizione difensiva di Conte, espressa da audito: la commissione d’inchiesta, di converso, ha il mandato di verificare la gestione dell’emergenza sanitaria, e le valutazioni sull’operato dei diversi soggetti coinvolti restano oggetto del suo lavoro.

Il verbale anonimo consegnato in procura

Nella parte finale dell’audizione Conte ha riferito di aver ricevuto, in forma anonima, un documento di dieci pagine, che ha dichiarato di aver esaminato e ritenuto meritevole di segnalazione, depositandolo lunedì presso la procura di Roma.

Secondo la descrizione fornita dallo stesso Conte, il verbale sarebbe stato redatto il 14 aprile 2022 nell’ambito della struttura commissariale per l’emergenza, con la partecipazione di rappresentanti di diverse aree amministrative, e riguarderebbe la verifica della consegna di una fornitura di mascherine.

È importante sottolineare che si tratta di un documento di provenienza anonima, il cui contenuto non è al momento verificato né accertato in alcuna sede. Sarà eventualmente l’autorità giudiziaria a valutarne la rilevanza. Il nome della società indicata nel documento non viene qui riportato proprio perché, allo stato, non sussiste alcun accertamento a suo carico.