martedì, Agosto 11

Castelfranco di Sotto, incendio di pannelli fotovoltaici: chiudete le finestre

Il Comune di Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, invita in via precauzionale i residenti a tenere chiuse porte e finestre di abitazioni e attività produttive nella zona interessata da un incendio e nelle aree situate a est. Le fiamme sono divampate intorno alle 17 di martedì 11 agosto in un campo nei pressi dell’incrocio tra via dei Tavi e via della Scienza, dove erano accatastate decine di pannelli fotovoltaici in attesa di essere montati.

L’intervento in corso

Le operazioni di spegnimento condotte dai vigili del fuoco si stanno rivelando complesse per la natura dei materiali coinvolti. Le cause sono ancora da accertare e, allo stato, non viene esclusa l’ipotesi di un’origine dolosa: si tratta di una valutazione preliminare, che dovrà essere confermata dagli accertamenti tecnici.

Al momento non risultano segnalazioni di feriti o di persone intossicate.

Perché la raccomandazione di chiudere le finestre

La misura è di tipo precauzionale ed è quella standard in presenza di combustione di materiali compositi. Un pannello fotovoltaico, oltre a silicio, vetro e alluminio, contiene strati polimerici di incapsulamento e protezione: la loro combustione produce fumi irritanti per le vie respiratorie e per gli occhi.

Le indicazioni pratiche in questi casi sono semplici. Chi si trova nella zona segnalata dovrebbe restare in casa con serramenti chiusi, spegnere eventuali sistemi di ventilazione o climatizzazione che prelevano aria dall’esterno, evitare attività all’aperto e rinviare l’esposizione all’aria fino al cessato allarme. Chi soffre di patologie respiratorie o cardiache dovrebbe prestare attenzione particolare e, in caso di sintomi, contattare il proprio medico. È inoltre prudente non consumare ortaggi o frutta coltivati nell’immediata prossimità finché non vengano fornite indicazioni dalle autorità sanitarie.

Un punto che vale la pena chiarire

Un incendio che coinvolge pannelli fotovoltaici viene spesso letto come un problema di sicurezza della tecnologia. In questo caso la lettura non regge, per una ragione elementare: i pannelli non erano installati né collegati ad alcun impianto. Si trovavano stoccati in un campo, in attesa di montaggio. Non hanno innescato nulla: sono stati il materiale che ha preso fuoco.

La distinzione conta anche in generale. Gli impianti fotovoltaici sono impianti elettrici e, come tutti gli impianti elettrici, presentano un rischio di incendio legato a difetti di installazione, cortocircuiti o archi elettrici — un rischio che si riduce con posa a regola d’arte e manutenzione periodica. Diverso è invece il tema, tornato a circolare quest’estate, dell’ipotesi che i pannelli possano innescare incendi di vegetazione per effetto del calore: la temperatura superficiale di un modulo esposto al sole di agosto si aggira intorno ai 70 °C, mentre per l’autocombustione di erba secca o legno ne servono almeno 200-300. È una soglia che non viene raggiunta.

Un dettaglio operativo

C’è un aspetto che riguarda chi ha un impianto sul tetto e che vale la pena conoscere. In caso di incendio che coinvolga moduli fotovoltaici non si deve mai tentare di spegnere con acqua: finché sono esposti alla luce i pannelli continuano a generare tensione, con rischio di folgorazione. Va chiamato il 115 segnalando espressamente la presenza di un impianto fotovoltaico, così che le squadre intervengano con le procedure e i mezzi adeguati.

Gli aggiornamenti sull’evoluzione dell’intervento e sull’eventuale revoca della raccomandazione saranno diffusi dal Comune di Castelfranco di Sotto attraverso i propri canali istituzionali.