Roberto Vannacci rivendica la crescita di Futuro Nazionale nei sondaggi e la collega direttamente alla pubblicazione della prima parte del programma del partito. Lo fa con una formula destinata a far discutere: “se questo è il risultato della pubblicazione della prima parte del nostro programma allora direi che il patriarcato mediterraneo porta bene”.
Il commento arriva a proposito di una rilevazione Winpoll per Scenari Politici che accredita il movimento del 7,8%, davanti a Forza Italia e Lega. Lo stesso Vannacci premette di non credere ai sondaggi, salvo poi usarne il dato per sostenere una tesi politica precisa.
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Cosa dicono i numeri, e con quali cautele

La rilevazione Winpoll colloca Fratelli d’Italia al 25,3%, primo partito ma con il Partito Democratico al 22,2%, a poco più di tre punti. Nel centrodestra, Futuro Nazionale al 7,8% precederebbe Forza Italia al 7,1% e la Lega al 5,7%.
Va però detto con chiarezza, perché altrove non lo si legge: quel sorpasso lo registra un istituto solo. La Supermedia YouTrend/AGI per Sky TG24, che è una media ponderata dei sondaggi di più istituti e non una singola rilevazione, colloca Futuro Nazionale al 7,1% e Forza Italia all’8%, con Fratelli d’Italia al 26,7%. Altre medie aggregate indicano il movimento intorno al 6,5%.
Il quadro condiviso da tutte le rilevazioni è la direzione: Futuro Nazionale cresce e la Lega arretra. Il posizionamento esatto rispetto a Forza Italia, invece, cambia a seconda di chi misura. E resta il caveat di sempre: sono intenzioni di voto, non risultati elettorali.
Che cos’è il “patriarcato mediterraneo”
L’espressione rimanda a un passaggio della “Base Ideologica e Programmatica” pubblicata da Futuro Nazionale nei giorni scorsi, di cui è stata diffusa la prima parte.
Nel testo, il leader del movimento critica quello che definisce il modello educativo della sinistra, imperniato sulla lotta al patriarcato, e propone in alternativa la valorizzazione del modello culturale mediterraneo. Secondo questa impostazione la formazione maschile dovrebbe puntare su “maschi forti”, capaci di controllo di emozioni e passioni, con un ruolo di protezione nei confronti delle donne e di partecipazione alla costruzione e alla difesa della società.
L’obiezione
Il punto di attrito è il termine stesso. Nel dibattito accademico e giuridico “patriarcato” indica un assetto di potere che struttura la disuguaglianza tra i sessi, non un semplice modello educativo: rivendicarlo in positivo, secondo i critici, significa proporre una gerarchia di ruoli in cui la donna è oggetto di protezione anziché soggetto paritario.
Da parte dei sostenitori l’argomento è opposto: che l’espressione indichi una responsabilità maschile e non un privilegio, e che la critica al patriarcato abbia prodotto una svalutazione dei modelli maschili tradizionali. È una discussione di merito su cui il lettore giudicherà: qui la riportiamo per come si presenta.
La scommessa politica dietro la frase
Al di là del contenuto, il commento di Vannacci ha un significato strategico che conviene isolare. Attribuendo la crescita alla pubblicazione del programma, il leader di Futuro Nazionale sostiene implicitamente che sono i contenuti più identitari a produrre consenso.
È una tesi che ha conseguenze dentro il centrodestra. Se il movimento cresce mentre la Lega arretra, la lettura più immediata è che il bacino sia in larga parte lo stesso, e che Futuro Nazionale stia occupando lo spazio della destra identitaria. Il primo capitolo del programma diffuso riguarda del resto “Assimilazione e Remigrazione”, con un piano da 22 punti su immigrazione e cittadinanza.
La partita, semmai, si giocherà su come questo si concilierà con le alleanze. Un movimento accreditato di percentuali a una cifra ma in crescita, che sottrae voti agli alleati anziché agli avversari, cambia i rapporti di forza interni a una coalizione senza necessariamente allargarne il perimetro complessivo. È il calcolo che nei prossimi mesi dovranno fare tutti gli attori dell’area.