Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata registrata alle 10:07 di martedì 18 agosto sulla costa tirrenica della provincia di Messina. Secondo i dati dell’INGV, l’epicentro si trova a circa un chilometro dal comune di Oliveri, a una profondità di 9 chilometri.
La scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione. Al momento non risultano danni a cose o persone.
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Dove è stata sentita
Oltre a Oliveri, l’evento ha interessato diversi centri della fascia costiera e dell’entroterra: Falcone, Patti, Basicò, Mazzarrà Sant’Andrea, Librizzi, Montagnareale, Terme Vigliatore, Tripi e Rodì Milici. Segnalazioni particolarmente nette arrivano da Furnari e Capo d’Orlando.
Le testimonianze diffuse dai cittadini provengono però da un’area più ampia, e concordano nel descrivere un evento intenso ma di breve durata. È un profilo tipico degli eventi superficiali di magnitudo moderata: la scossa viene percepita con forza nell’area epicentrale ma si esaurisce in pochi secondi.
Perché la magnitudo è cambiata
Nelle prime comunicazioni l’INGV aveva indicato un valore compreso tra 3.6 e 4.1, poi assestato a 3.7. Non è un errore: è il funzionamento ordinario del sistema.
La prima stima è prodotta automaticamente dai sistemi di calcolo pochi istanti dopo l’evento, sulla base dei dati delle prime stazioni che registrano il segnale. Viene poi rivista dagli analisti sismologi, che integrano le registrazioni dell’intera rete. L’INGV precisa sempre che i valori di localizzazione e magnitudo rappresentano la migliore stima disponibile al momento e possono variare.
Non è l’Etna
È il punto su cui conviene essere chiari, perché in questi giorni l’attività del vulcano tiene alta l’attenzione e la confusione è facile.
La scossa di oggi si colloca su un versante diverso dell’isola rispetto agli eventi registrati nei giorni scorsi nel Catanese, che sono legati alla dinamica vulcanica. La costa tirrenica messinese ha una propria attività sismica, riconducibile ai sistemi di faglie che attraversano quel settore della Sicilia settentrionale, del tutto indipendente dal comportamento dell’Etna.
Sentito forte e chiaro, è stato ondulatorio ed è durato un pochino.
— 🦢🏹Isαbεllα®🇮🇹✝️ (@ArmoniosiAccent) August 18, 2026
In altre parole: due fenomeni distinti, con cause distinte, che semplicemente accadono nella stessa regione e nello stesso periodo. Accostarli produce un allarme che i dati non sostengono.
Una zona a sismicità nota
L’area non è nuova a eventi di questo tipo. Il settore tirrenico messinese registra con regolarità scosse di magnitudo bassa e moderata: lo scorso gennaio un evento di magnitudo 4.0 era stato localizzato nei pressi di Militello Rosmarino, sempre in provincia di Messina.
Si tratta di un’attività di fondo che la rete sismica nazionale monitora in permanenza. La maggior parte di questi eventi non viene nemmeno percepita dalla popolazione.
Cosa fare in caso di scossa
Le indicazioni della Protezione Civile sono poche e vale la pena averle presenti.
Durante la scossa, se si è al chiuso: ripararsi sotto un tavolo o nel vano di una porta inserita in un muro portante, restare lontani da finestre, specchi e mobili pesanti, non usare l’ascensore. Se si è all’aperto: allontanarsi da edifici, cornicioni, alberi e linee elettriche.
Dopo la scossa: verificare la presenza di feriti attorno a sé, chiudere gli interruttori di gas ed elettricità, uscire con prudenza indossando scarpe chiuse, raggiungere uno spazio aperto. Le linee telefoniche vanno lasciate libere: il 112 va chiamato solo in caso di effettiva emergenza.
Chi ha avvertito la scossa può inoltre compilare il questionario macrosismico dell’INGV: le segnalazioni della popolazione servono a ricostruire la reale distribuzione degli effetti sul territorio, e sono uno strumento scientifico a tutti gli effetti.