Maria Rosaria Boccia, nota alle cronache per la vicenda legata all’ex ministro Gennaro Sangiuliano, torna a parlare pubblicamente del proprio rapporto con Sigfrido Ranucci. Lo fa dopo che il Messaggero aveva riferito che il conduttore di Report, sentito dal Comitato etico, avrebbe dichiarato di conoscerla solo superficialmente.
Una ricostruzione che Boccia non ha lasciato passare senza replica, tornando sull’argomento con toni fermi ma misurati.
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La replica dalla barca in Calabria

Interpellata dal Corriere della Sera mentre si trovava in vacanza su un’imbarcazione al largo delle coste calabresi, Boccia ha preferito non commentare nel dettaglio le ricostruzioni indirette circolate sulla stampa. La donna ha sottolineato come tra ciò che viene detto, ciò che viene riferito e ciò che diventa infine un titolo possano esserci differenze significative.
Un modo per prendere le distanze dalle interpretazioni giornalistiche, senza però smentire apertamente quanto scritto.
“Amicizia e stima reciproca”
Alla domanda diretta se confermasse il legame di amicizia e stima già dichiarato in passato, Boccia ha risposto con fermezza, ribadendo di conoscere e frequentare Ranucci. Lo ha descritto come una persona a cui resta legata da un rapporto personale consolidato nel tempo.
La donna si è detta sorpresa dall’ipotesi che il giornalista possa aver sminuito la conoscenza reciproca, precisando però di voler leggere le sue parole in un documento ufficiale prima di considerarle attendibili. Una cautela che lascia intendere quanto la vicenda sia ancora in evoluzione.
Gli incontri a Roma, Pompei e in Rai
Rispondendo a una ricostruzione del Giornale, secondo cui Boccia si sarebbe recata due volte negli uffici Rai di Ranucci, con l’ultimo incontro datato 4 giugno, la donna ha confermato di essersi vista con il giornalista in diverse occasioni: sia a Roma che a Pompei, oltre che negli studi Rai.
Secondo il suo racconto, gli incontri avrebbero riguardato conversazioni normali tra persone che si conoscono, toccando temi personali, di attualità e le rispettive vicende giudiziarie e mediatiche.
Il progetto editoriale a doppia firma
Boccia ha inoltre confermato l’esistenza di un progetto editoriale condiviso con Ranucci, già anticipato dal Giornale come un libro a doppia firma in fase di scrittura avanzata. La donna ha preferito non svelare dettagli su contenuti, struttura ed editore, ma ha anticipato che il progetto non avrà un taglio celebrativo.
L’obiettivo, secondo quanto lasciato trapelare, sarebbe piuttosto quello di ricostruire fatti e retroscena utili a comprendere meglio alcuni anni della vita pubblica italiana.
Un caso che continua a far discutere
La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sui rapporti personali di Ranucci, già al centro delle cronache negli ultimi mesi anche per l’inchiesta sull’attentato subito nell’ottobre scorso. A questo si aggiunge il presunto coinvolgimento in un progetto politico ipotizzato dall’imprenditore Valter Lavitola, arrestato come sospetto mandante dell’attacco dinamitardo.
Una storia dai molti fili intrecciati, destinata evidentemente a non chiudersi qui, tra indagini in corso e un libro che promette di aggiungere ulteriori tasselli al racconto.