È morto a 54 anni Andrea Gentili, professionista delle riprese interne della Rai e tecnico molto conosciuto e stimato nell’ambiente televisivo.
Originario di Acquapendente, nella Tuscia, viveva a Roma ma aveva mantenuto un legame profondo con il territorio viterbese. Per mesi aveva affrontato le conseguenze di un incidente stradale nel quale era rimasto coinvolto mentre si trovava fermo in moto a un semaforo.
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I mesi successivi all’incidente

Gentili aveva attraversato un percorso clinico particolarmente complesso. Alle ferite riportate si erano aggiunte complicazioni che hanno progressivamente aggravato il quadro.
Familiari e amici raccontano che aveva combattuto «davvero come un leone», ma il peggioramento delle condizioni non gli ha lasciato scampo. La morte è avvenuta il 30 agosto.
Il legame con la Tuscia
Le radici della famiglia affondavano ad Acquapendente, dove vivevano il padre Renzo, la madre Agnese e la sorella Nicoletta. Era conosciuto anche a San Lorenzo Nuovo e a Bagnoregio, paese della moglie Tiziana Mostarda.
Proprio dalla moglie e dai tre figli è arrivato uno dei messaggi più toccanti: «Ci manchi. Goditi la pace eterna vicino a Gesù e Maria e mandaci un po’ della tua gioia eterna, perché noi non ce la facciamo senza di te».
Chi era professionalmente
Gentili era un mixer video, figura tecnica fondamentale nella realizzazione dei programmi televisivi. Aveva lavorato anche ad alcune puntate di Ballando con le stelle, occupandosi del controllo delle camere.
Il compito di chi lavora al mixer video è quello di coordinare e selezionare in tempo reale le immagini provenienti dalle diverse telecamere, contribuendo direttamente alla costruzione visiva di una trasmissione.
Nel corso degli anni era diventato per molti colleghi un punto di riferimento nelle regie Rai. Chi ha lavorato con lui lo descrive come una persona seria e competente, capace però di affrontare le giornate più impegnative con il sorriso.
Il ricordo dei colleghi
Tra i messaggi arrivati dopo la scomparsa c’è quello di un collega, Simone, che lo ha descritto come «un bravo collega, serio e affidabile, che rispondeva con il sorriso a tutti».
Particolarmente significativo il riferimento al rapporto con il proprio lavoro: «La Rai era per te più che un lavoro: era famiglia, futuro e passione». E ancora: «Gentili era il tuo cognome, ma anche il modo di porti che invidiavo e ammiravo».
Il collega lo immagina ancora al suo posto: «Per me sarai sempre in una delle regie, nella stanza accanto con il tuo sorriso».
La passione per il ciclismo
Fuori dal lavoro, una delle grandi passioni di Gentili era il ciclismo. Un interesse condiviso con l’amico Fabrizio, che gli ha dedicato un lungo messaggio.
«Eri il mio confidente. Sempre la parola giusta al momento giusto», ha scritto, descrivendolo come «uno di quegli amici che, anche se non vedi tutti i giorni, sai che ci sono».
Nel saluto finale torna proprio la bicicletta: «Se tu fossi qui mi diresti: ora avrò più tempo per dedicarmi alla mia grande passione, potrò pedalare tra gli angeli».
I funerali e la richiesta della famiglia
L’ultimo saluto è fissato per venerdì 11 settembre alle 16, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo all’Olgiata, a Roma.
La famiglia ha chiesto a quanti vorranno ricordarlo di non portare fiori. Chi desidera compiere un gesto in sua memoria potrà invece effettuare una donazione al centro familiare Casa della Tenerezza.
Due lutti ravvicinati
La scomparsa è arrivata a poche ore da un altro grave lutto che ha colpito contemporaneamente il mondo Rai e la Tuscia: il 29 agosto era morto Silvano Loia, manager di Rai Way.
Due perdite ravvicinate per le quali anche il Consiglio di amministrazione della Rai e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi hanno espresso il proprio cordoglio.
Per chi lo ha conosciuto resta il ricordo di un professionista competente e di un uomo profondamente legato alla propria famiglia, che ha continuato a lottare fino alla fine circondato dall’affetto delle persone a lui più vicine.