venerdì, Settembre 11

Benedetta Rossi non mostra le figlie sui social, Caterina Balivo la difende a La Volta Buona: «Brava, sono persone»

Per Benedetta Rossi la maternità significa affrontare una stagione del tutto nuova, fatta di emozioni ma anche di responsabilità. La food blogger, da anni abituata a condividere la propria quotidianità con una vastissima comunità online, ha però scelto di fissare un limite netto quando si parla della famiglia.

Al centro c’è la tutela delle figlie: raccontare la felicità della nuova vita familiare senza trasformare le bambine in personaggi pubblici.

La scelta della coppia

Benedetta Rossi non mostra le figlie sui social, Caterina Balivo la difende a La Volta Buona: «Brava, sono persone»

Benedetta Rossi ha adottato con il compagno Marco Gentili due bambine di 10 e 9 anni. Ai suoi follower ha già raccontato alcuni aspetti della nuova esperienza da genitori, ma ha deciso di non mostrarle pubblicamente.

La decisione nasce dall’esigenza di proteggerne la privacy. La popolarità della food blogger e il ruolo centrale dei social nel suo lavoro rendono questa linea particolarmente significativa: le bambine non saranno esposte prima di poter scegliere autonomamente se desiderano esserlo.

L’intervento di Caterina Balivo

Il comportamento della coppia è stato commentato nello studio de La Volta Buona, dove Caterina Balivo ha espresso apertamente il proprio apprezzamento.

«Bravi, non mostrate i figli sui social», ha esordito la conduttrice, ricordando che anche i bambini «sono delle persone».

«Chiederanno il conto ai genitori»

Balivo ha poi allargato il discorso alle possibili conseguenze future di un’esposizione continua: «Sono convinta che chiederanno il conto ai genitori da grandi».

Il motivo, secondo la conduttrice, è che «pubblicando i nostri figli sui social creiamo già una carta d’identità, che stiamo decidendo noi genitori per loro».

Il diritto a costruire la propria identità

La riflessione riguarda il diritto dei minori a costruire autonomamente la propria immagine pubblica. Foto, video e racconti condivisi dagli adulti restano online e possono definire un profilo molto prima che i diretti interessati possano esprimere un consenso.

Secondo Balivo, essere genitori non attribuisce automaticamente il diritto di decidere anche questo aspetto: «Chi siamo noi? Li abbiamo messi al mondo, li dobbiamo proteggere, dobbiamo farli crescere, dobbiamo dare la possibilità di avere una buona istruzione, ma perché dobbiamo esporli?».

E ha aggiunto l’interrogativo più diretto: «E se loro invece vorranno essere delle persone anonime?».

Un tema sempre più attuale

Il caso porta al centro una questione che riguarda ormai moltissime famiglie: la presenza dei minori nei contenuti pubblicati quotidianamente dagli adulti sulle piattaforme.

La coppia ha scelto una strada precisa, mantenendo grande riservatezza sulle bambine e condividendo soltanto frammenti della propria esperienza genitoriale.

Un equilibrio tra racconto pubblico e tutela della privacy che Caterina Balivo ha voluto riconoscere con un messaggio diretto: «Complimenti, brava!».