Un’esplosione di enorme potenza ha scosso nella serata di giovedì il sud del Libano. L’esercito israeliano ha fatto detonare una vasta rete di tunnel sotterranei sul crinale di Ali al-Taher, infrastrutture che Israele attribuisce a Hezbollah.
La deflagrazione è stata talmente violenta da produrre un segnale sismico di magnitudo 4.1, rilevato dagli strumenti di monitoraggio.
Leggi anche:Scossa di terremoto in Italia poco fa, la zona colpita
Leggi anche:Italia terremoto, serie di scosse poco fa
Leggi anche:Italia. Scossa di terremoto magnitudo 3.1, la zona colpita
Cosa sostiene l’esercito israeliano
Secondo l’Idf, l’operazione avrebbe portato alla distruzione di oltre due chilometri di infrastrutture sotterranee.
All’interno, afferma l’esercito, sarebbero stati trovati razzi, missili, droni, armi anticarro, mine e ordigni esplosivi, oltre a un complesso di comando riconducibile a un’unità di Hezbollah. Si tratta di informazioni diffuse dalla parte israeliana e non verificate in modo indipendente.
Perché è stata registrata come un sisma
La potenza della demolizione ha avuto un effetto insolito sui sistemi utilizzati per rilevare i terremoti. Intorno alle 21.08 ora locale è stato registrato un evento sismico di magnitudo 4.1, localizzato strumentalmente a una profondità di 10 chilometri.
Il dato non indica necessariamente un terremoto naturale. Una deflagrazione sotterranea sufficientemente potente può infatti generare onde sismiche rilevate dalle stazioni e classificate inizialmente dai sistemi automatici in modo analogo a quelle di un sisma.
Anche l’indicazione della profondità, di conseguenza, non corrisponde necessariamente a quella reale delle esplosioni.
Il boato avvertito a distanza
La detonazione è stata percepita in una vasta area del Libano meridionale. L’agenzia di stampa statale libanese NNA ha riferito che il boato e le vibrazioni sono stati avvertiti a Nabatiyeh e nelle località circostanti.
Le dimensioni dell’operazione
A fornire i numeri è stato lo stesso esercito israeliano. Secondo quanto riportato da Ynet, per la demolizione sarebbero state impiegate più di 1.100 tonnellate di esplosivo.
Nei tunnel sarebbero state rinvenute, sempre secondo la versione israeliana, decine di razzi, missili e droni di fabbricazione iraniana, oltre a mitragliatrici, missili anticarro e centinaia di mine e ordigni.
La dichiarazione di Netanyahu e Katz
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno annunciato con una dichiarazione congiunta la distruzione delle infrastrutture.
Secondo i due, l’operazione avrebbe completato l’acquisizione del «controllo operativo» sul crinale, sia in superficie sia nel sottosuolo.
Il valore strategico dell’area
Il crinale si trova a circa 15 chilometri dal confine con Israele ed è diventato negli ultimi mesi uno dei punti strategicamente più rilevanti nel sud del Libano.
Secondo fonti di sicurezza libanesi citate da Reuters, nell’area sarebbero stati realizzati un centro di comando sotterraneo e depositi di armamenti.
Israele sostiene che il complesso sia stato costruito nell’arco di circa vent’anni e che fosse destinato anche a garantire capacità di osservazione e di fuoco verso il nord del proprio territorio. Hezbollah non ha fornito nell’immediato una propria versione sull’operazione.
L’unico elemento accertato in modo indipendente, allo stato attuale, riguarda la dimensione della deflagrazione: un’esplosione tanto potente da essere rilevata dai sistemi sismologici e avvertita a chilometri di distanza.