domenica, Settembre 20

Conte contro Meloni su Superbonus e bollo auto: “Cettina La Qualunque”. La replica sui 209 miliardi

Nuovo capitolo dello scontro a distanza tra Giuseppe Conte e Giorgia Meloni. Nel suo intervento conclusivo all’evento “Nova – Parola all’Italia”, a Milano, il presidente del Movimento 5 Stelle ha replicato alla premier sul tema del Superbonus, rivendicando l’eredità economica lasciata dal proprio governo e rispedendo al mittente le accuse. E sul bollo auto ha affondato con una battuta destinata a rimbalzare: “Ora è lei Cettina La Qualunque”.

Il duello è l’ennesimo tra i due leader, protagonisti di un confronto sempre più aspro con il sapore della campagna elettorale in vista.

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L’attacco di Meloni sul Superbonus

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Lo scontro era partito qualche ora prima dal palco di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale. Commentando le critiche alla sospensione del bollo auto annunciata dal governo, la premier aveva chiamato in causa proprio la misura simbolo del Movimento.

Meloni aveva parlato dello “schifo del Superbonus”, accusando il M5S di aver accumulato circa 200 miliardi di debiti “scaricati sul governo successivo” per permettere, a suo dire, a Conte di “andare in giro a fare campagna elettorale” promettendo ristrutturazioni gratuite. Un affondo netto, chiuso con un “non vi vergognate?”.

La replica di Conte: “209 miliardi lasciati sul tavolo”

La risposta del leader pentastellato non si è fatta attendere. Sul Superbonus, Conte ha ribaltato la prospettiva: la premier, ha sostenuto, “continua a dire di dover far fronte a un buco di 200 miliardi”, ma in realtà avrebbe trovato “209 miliardi sul tavolo, pronti”, un’eredità che secondo il leader M5S nessun altro presidente del Consiglio avrebbe mai ricevuto. Va precisato che la lettura di quella cifra è oggetto di disputa politica ed economica, e rappresenta l’argomentazione di Conte, non un dato condiviso.

Il leader ha poi rilanciato sul terreno fiscale, accusando il governo di aver promesso il taglio delle tasse e delle accise per poi ritrovarsi, a suo dire, “con la pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni e i prezzi dei carburanti alle stelle”.

Il bollo auto e la battuta su “Cettina La Qualunque”

Il passaggio più pungente è arrivato sul bollo auto, con una battuta che richiama un precedente. Conte ha ricordato che l’eurodeputato M5S Pasquale Tridico era stato in passato paragonato da Meloni a “Cetto La Qualunque” — il celebre personaggio cinematografico simbolo della politica delle promesse facili — quando aveva proposto il taglio del bollo per la Calabria.

Ora che una misura analoga è stata adottata a livello nazionale dal governo, l’ironia del leader M5S è stata immediata: “Al governo chi abbiamo? Cettina La Qualunque?”. Una frecciata costruita proprio per rovesciare sulla premier un’etichetta che lei stessa aveva usato contro gli avversari.

Gli altri affondi: politica estera e giustizia

L’intervento di Conte ha toccato anche altri temi, con toni altrettanto duri. Sul piano internazionale, il leader ha criticato la posizione del governo sul conflitto in Medio Oriente, arrivando ad accusare l’esecutivo di aver reso l’Italia “complice silente” di quello che ha definito un “genocidio a Gaza”. Si tratta di affermazioni politiche di parte, espresse su un tema di forte controversia internazionale.

Conte ha inoltre attaccato l’operato del governo sul fronte della giustizia e delle nomine, rivendicando poi i capisaldi del programma pentastellato: dal salario minimo al no al riarmo, dallo stop all’invio di armi all’Ucraina alla reintroduzione del reato di abuso d’ufficio. Un pacchetto che il leader ha riassunto nell’idea di un’alleanza progressista da chiamare, ha proposto, “Alleanza per la Costituzione”.

Uno scontro che guarda alle urne

Il botta e risposta conferma il clima di crescente tensione tra maggioranza e opposizione. Le posizioni restano nettamente contrapposte: da un lato la premier, che rivendica la propria linea attaccando le scelte passate del Movimento; dall’altro Conte, che prova a costruire il perimetro di un’alleanza di centrosinistra in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Un confronto destinato a proseguire, con il tema economico — dal Superbonus alla prossima manovra — sempre più al centro della battaglia politica.