Alessandro Orsini critica duramente Giorgia Meloni e Guido Crosetto per la decisione di inviare 500 paracadutisti della Folgore a Milano. In un post pubblicato sui social, il sociologo contesta l’impiego dei militari nel contesto delle tensioni legate alle manifestazioni e sostiene che la gestione dell’ordine pubblico dovrebbe essere affidata a strumenti ordinari, senza ricorrere a reparti addestrati anche per operazioni militari.
Il commento arriva mentre Milano si prepara a un fine settimana caratterizzato da un livello elevato di attenzione per la sicurezza, dopo gli scontri dei giorni precedenti. Il piano annunciato prevede il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e l’impiego di 500 militari nell’ambito dell’operazione Strade Sicure.
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«La Folgore è una macchina addestrata per uccidere»

Nel suo intervento, Orsini utilizza espressioni molto dure per descrivere l’addestramento dei paracadutisti. «Quando parliamo dei soldati della Folgore, parliamo di super-soldati. Parliamo di macchine di morte», scrive, sostenendo che si tratti di militari preparati a operare in scenari di guerra particolarmente violenti.
Il sociologo concentra la sua critica sull’eventualità che questi reparti possano trovarsi a intervenire in situazioni di tensione con giovanissimi durante le manifestazioni. Nel post cita provocatoriamente l’ipotesi di scontri con ragazzi tra i 12 e i 16 anni e considera incongruo l’eventuale impiego della Folgore in un contesto del genere.
Secondo Orsini, il governo dovrebbe affrontare le tensioni attraverso strumenti ordinari di gestione dell’ordine pubblico e mediante decisioni politiche capaci di ricondurre la situazione alla normalità. La sua è una critica alla strategia adottata dall’esecutivo, non una contestazione rivolta direttamente ai militari.
Orsini precisa: «Rispetto assoluto per la Folgore»
Nella parte finale del messaggio, Orsini chiarisce il senso del suo intervento: «Ho un rispetto assoluto per la Folgore». Il sociologo precisa che il post non è rivolto contro il reparto dell’Esercito, ma contro il ministro della Difesa Guido Crosetto e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Milano: perché Meloni sta sbagliando tutto.
La Folgore è una macchina addestrata per uccidere. Quando parliamo dei soldati della Folgore, parliamo di super-soldati. Parliamo di macchine di morte. Si tratta di soldati addestrati a combattere nei teatri di guerra più violenti e sanguinosi. La capacità della Folgore di esercitare violenza in combattimento è estrema. La sola idea di inviare i super-soldati della Folgore affinché, in caso di necessità, ingaggino una rissa con ragazzini di 12-16 anni che fuggono con le scarpe in mano fornisce una misura precisa della totale mancanza di lucidità del governo Meloni nella gestione delle crisi interne. Per non parlare del danno di immagine immenso per la Folgore se davvero si trovasse a fare a cazzotti con gli adolescenti. L’eventuale impiego della Folgore contro adolescenti è incongruo. Questa è una situazione che deve essere ricondotta alla normalità assumendo decisioni “normali”, cioè con strumenti ordinari di ordine pubblico e di gestione politica.
P.S. Ho un rispetto assoluto per la Folgore. Questo non è un post contro la Folgore, ma contro Crosetto e Meloni. A novembre presenterò alla Feltrinelli di Lucca il mio ultimo libro https://t.co/lQ5J0Bn5w9 presto dirò la data esatta.— Alessandro Orsini (@orsiniufficiale) October 23, 2026
Il punto centrale della sua obiezione riguarda quindi la scelta politica di impiegare militari con una specifica preparazione in un contesto urbano segnato da proteste e possibili disordini. Orsini sostiene che una simile decisione rischierebbe anche di danneggiare l’immagine del reparto, qualora i paracadutisti si trovassero coinvolti in scontri fisici con adolescenti.
Cosa faranno i 500 paracadutisti a Milano
La critica di Orsini si inserisce nel dibattito sull’impiego dei militari per rafforzare la sicurezza nel capoluogo lombardo. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il contingente sarà inquadrato nell’operazione Strade Sicure e resterà in città fino alla fine dell’anno.
Le attività previste comprendono pattugliamenti, vigilanza fissa e controlli in luoghi considerati strategici, come stazioni, centri storici e aree di particolare interesse per la vita civile. Una parte del personale sarà specializzata nell’utilizzo di droni per la ricognizione e l’individuazione preventiva di eventuali criticità.
Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato che i militari potranno intervenire in caso di necessità con mezzi adeguati, tra cui veicoli Lince e droni, sempre nel rispetto della normativa vigente. Il contingente sarà a disposizione del prefetto di Milano e opererà secondo le regole previste dall’operazione Strade Sicure.
La polemica sulla gestione della sicurezza
L’arrivo dei paracadutisti si inserisce in un quadro di rafforzamento dei controlli dopo i disordini registrati nelle precedenti manifestazioni. La decisione ha raccolto il sostegno del sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha dichiarato di non essere contrario all’arrivo dei 500 militari, anche per il loro possibile ruolo dinamico sul territorio.
Le parole di Orsini aprono così un nuovo fronte di discussione sulle modalità con cui affrontare le tensioni nelle piazze e sul rapporto tra sicurezza, dissenso e impiego delle forze militari. Da una parte c’è la scelta del governo di rafforzare il presidio della città; dall’altra, la critica del sociologo, che ritiene più appropriato ricorrere a strumenti ordinari di ordine pubblico e a interventi politici.