Il tetto ai prezzi dei carburanti di Eni resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. La conferma è arrivata dall’amministratore delegato del gruppo energetico, Claudio Descalzi, che ha annunciato la volontà di mantenere il meccanismo di contenimento dei prezzi per tutta la parte finale dell’anno. La società, tuttavia, continuerà a monitorare l’andamento del mercato e la disponibilità delle forniture, riservandosi la possibilità di rivedere gli importi attuali.
La notizia è stata riferita da Descalzi durante un colloquio telefonico con alcuni quotidiani ed è stata successivamente confermata all’ANSA da un portavoce di Eni. Per gli automobilisti, la distinzione è importante: la conferma riguarda la prosecuzione del tetto ai prezzi, non la garanzia che gli attuali limiti rimangano invariati fino alla fine del 2026.
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Eni, i prezzi massimi attuali di benzina e diesel
I valori di riferimento comunicati dal gruppo all’inizio di ottobre sono attualmente pari a:
Gasolio: 2,25 euro al litro.
Benzina: 1,99 euro al litro.
Questi importi rappresentano i livelli attuali del meccanismo di price cap annunciato da Eni. Non devono essere confusi con i prezzi effettivamente praticati da ogni distributore, che possono variare in base alle condizioni applicate e al singolo punto vendita.
L’obiettivo dell’iniziativa è stabilire un limite massimo di riferimento per i prezzi dei carburanti. La conferma di Descalzi indica che il gruppo intende proseguire con questo sistema anche nei mesi di novembre e dicembre, mantenendo però la possibilità di adeguarlo alle condizioni del mercato.
Descalzi: «Monitoreremo il mercato e le forniture»
L’amministratore delegato ha chiarito che Eni continuerà a valutare l’evoluzione dei prezzi e la situazione degli approvvigionamenti. «Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno», ha dichiarato Descalzi.
Resta invece aperta la questione dei livelli del tetto. «Per quanto riguarda il suo livello, attualmente a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina, monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo», ha spiegato l’amministratore delegato.
In altre parole, il meccanismo resterà attivo fino alla fine dell’anno, ma gli importi potranno essere rivalutati. Tra gli elementi che influenzeranno le decisioni ci sono l’andamento del mercato energetico, i prezzi dei carburanti e la disponibilità effettiva delle forniture rispetto alla capacità logistica del gruppo.
Cosa cambia per gli automobilisti
La conferma di Eni offre un’indicazione sulla strategia che il gruppo intende seguire durante gli ultimi due mesi del 2026. Il sistema di contenimento dei prezzi proseguirà, ma non è possibile dare per scontato che i valori attuali restino identici fino al 31 dicembre.
Per chi fa rifornimento, sarà quindi importante distinguere tra la durata del meccanismo e il livello concreto del tetto. Il primo è stato confermato fino alla fine dell’anno; il secondo potrà essere modificato in base alle condizioni di mercato e alle forniture disponibili.
L’annuncio di Claudio Descalzi conferma dunque la volontà di Eni di mantenere il price cap sui carburanti fino alla conclusione del 2026. Gli eventuali cambiamenti degli importi saranno legati alle valutazioni che la società effettuerà nelle prossime settimane, seguendo l’evoluzione del mercato energetico e della distribuzione.