Leonardo Maria Del Vecchio vuole acquistare Il Fatto Quotidiano, ma gli azionisti fondatori non intendono vendere le proprie quote. La società LMDV Media, riconducibile al family office LMDV Capital, ha annunciato l’avvio di verifiche preliminari sulla società editrice SEIF, con l’obiettivo di valutare una possibile offerta pubblica di acquisto (OPA) volontaria totalitaria. La risposta dei soci fondatori, tuttavia, rappresenta un primo ostacolo all’operazione.
La proposta ipotizzata prevede un prezzo di 0,286 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 7,15 milioni di euro. Secondo quanto comunicato dalla società, il prezzo incorporerebbe un premio di circa il 30% rispetto alla quotazione ufficiale delle azioni SEIF del 23 ottobre 2026.
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L’OPA su SEIF e le condizioni dell’offerta

Il consiglio di amministrazione di LMDV Media ha deliberato di autorizzare una fase di due diligence, cioè un’attività di verifica e analisi delle informazioni relative a Società Editoriale Il Fatto (SEIF), la società che pubblica il quotidiano diretto da Marco Travaglio.
L’eventuale OPA sarebbe finalizzata anche al delisting, ossia all’uscita delle azioni SEIF dalla Borsa. L’operazione, però, non è ancora un’offerta formalmente perfezionata: la società deve completare le verifiche preliminari e valutare se procedere.
Tra le condizioni indicate c’è il raggiungimento di una partecipazione complessiva pari ad almeno l’82,9% del capitale votante nell’assemblea ordinaria. Il requisito è legato anche ai limiti previsti dallo statuto della società, che non consente di possedere azioni SEIF in misura superiore al 17% del capitale sociale, come ricordato nella comunicazione relativa all’operazione.
I fondatori: «Non siamo interessati a cedere le nostre quote»
La prima risposta alla possibile acquisizione è arrivata dai soci fondatori di SEIF. Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile, che rappresentano una quota maggioritaria del capitale sociale, hanno comunicato di non essere interessati a vendere le proprie partecipazioni.
Nel comunicato diffuso il 25 ottobre, la società ha riferito che i fondatori non intendono aderire a un’eventuale OPA che LMDV Media potrebbe promuovere al termine della due diligence. La loro posizione è quindi esplicita, anche se l’operazione dovrà essere valutata alla luce delle condizioni complessive e delle eventuali decisioni successive degli altri azionisti.
Il rifiuto dei soci fondatori è un elemento centrale nella vicenda perché la possibile offerta è subordinata al raggiungimento di una soglia minima di partecipazione. Senza il contributo delle quote necessarie, il percorso verso l’acquisizione e il delisting potrebbe incontrare difficoltà.
Del Vecchio e gli investimenti nell’editoria italiana
La possibile operazione su SEIF arriva alcuni mesi dopo l’acquisizione da parte di LMDV Capital di una partecipazione dell’80% in Editoriale Nazionale, il gruppo che controlla Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e il quotidiano nazionale QN.
Un eventuale ingresso nel capitale di SEIF amplierebbe ulteriormente la presenza del gruppo riconducibile a Del Vecchio nel settore editoriale italiano. Per il momento, tuttavia, l’interesse per Il Fatto Quotidiano si trova ancora nella fase di valutazione preliminare e non si è tradotto in un’acquisizione conclusa.
Il prossimo passaggio: la riunione del consiglio di amministrazione
SEIF ha annunciato che il proprio consiglio di amministrazione si riunirà nei prossimi giorni per esaminare sia il comunicato di LMDV Media sia la comunicazione ricevuta dagli azionisti fondatori.
La vicenda resta dunque aperta. Da una parte c’è l’interesse di Leonardo Maria Del Vecchio per una possibile acquisizione, con un’offerta indicativa da oltre 7 milioni di euro; dall’altra, la decisione dei fondatori di non cedere le proprie quote. Saranno gli sviluppi della due diligence, le eventuali condizioni definitive dell’OPA e le decisioni degli azionisti a chiarire se l’operazione potrà andare avanti.