
Durante un’intensa intervista nel salotto televisivo di Verissimo, Yari Carrisi, figlio di Albano e Romina Power, ha condiviso un ricordo toccante e profondo legato alla sorella scomparsa, Ylenia Carrisi. Le sue parole, cariche di emozione, hanno fatto emergere ancora una volta quanto il mistero della scomparsa di Ylenia continui a segnare la vita della famiglia Carrisi, ma soprattutto quella di chi con lei ha condiviso l’infanzia e il legame unico tra fratelli.
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Un viaggio spirituale e simbolico a New Orleans
Dopo la pandemia di Covid-19, Yari ha deciso di fare un ultimo viaggio a New Orleans, la città dove si persero le tracce di sua sorella nel 1994. La spinta a partire è arrivata in modo del tutto inaspettato: un’amica gli aveva inviato la foto di un quadro esposto in un museo, raffigurante una ragazza incredibilmente somigliante a Ylenia.
Yari ha raccontato:
“Ho ricevuto questa immagine e sono rimasto colpito dalla somiglianza. Per un momento ho creduto potesse trattarsi davvero di lei. Ho deciso di partire, sentivo che dovevo andare a vedere con i miei occhi. Mi sono detto che sarebbe stato il mio ultimo viaggio alla sua ricerca”.
Una volta arrivato, però, ha scoperto che quel quadro era stato dipinto negli anni Sessanta, ben prima della scomparsa di Ylenia. Eppure, quella tappa non è stata inutile. Al contrario, ha dato il via a una serie di eventi che Yari definisce “magici”, quasi mistici.
Il segnale attraverso una canzone
Durante il soggiorno a New Orleans, Yari ha parlato con persone del posto che ricordavano la storia della ragazza italiana scomparsa. Si è recato sul luogo in cui, secondo alcune ricostruzioni, Ylenia potrebbe essersi gettata nel fiume Mississippi.
Ed è lì che ha vissuto un momento molto particolare:
“Sono tornato in albergo, e dal mio telefono è partito in automatico un brano su YouTube. Mentre lo ascoltavo, ho sentito qualcosa di inspiegabile. Sembrava quasi che lei stesse comunicando con me attraverso quella musica”.
Yari ha approfondito la ricerca e ha notato un dettaglio particolare: la copertina del video mostrava una mano che emergeva dall’acqua. Una coincidenza impressionante, quasi simbolica, che ha toccato profondamente il suo cuore.
“Mi è sembrato come se Ylenia mi stesse chiedendo scusa. È stato un momento fortissimo, che non dimenticherò mai”.
Romina Power non ha mai smesso di cercarla
Nel corso dell’intervista, Yari ha parlato anche dei suoi genitori e del modo diverso in cui hanno affrontato la scomparsa della figlia. In particolare, ha sottolineato come sua madre, Romina Power, continui ancora oggi a nutrire la speranza di rivedere Ylenia.
“Mamma non ha mai smesso di cercarla. E fa bene, perché esistono casi di persone che spariscono per decenni e poi ritornano. Ylenia era una ragazza molto indipendente, avventurosa, capace di cavarsela ovunque. Chissà, potrebbe essere ancora in giro”.
Anche il padre, Albano, ha più volte espresso la sua posizione sulla vicenda, ma secondo Yari, a volte le sue affermazioni sono difficili da interpretare.
“Papà ogni tanto dice cose strane, ci vorrebbe uno psicologo per capirle. Ma sono sicuro di una cosa: se Ylenia non fosse scomparsa, i miei genitori sarebbero rimasti insieme”.
Un passato tra arte e cultura a New York
Yari Carrisi ha anche raccontato una fase particolare della sua vita, quella vissuta a New York. Un periodo intenso, caratterizzato da incontri sorprendenti e vicinanze inaspettate.
“Mi trovavo a Boston quando Sean Lennon e Yoko Ono mi invitarono a un loro concerto. Dopo quell’esperienza, decisi di trasferirmi a New York. E trovai subito un appartamento perfetto, una coincidenza assurda”.
L’appartamento in questione si trovava proprio accanto a quello di Allen Ginsberg, icona della Beat Generation e storico amico di Jack Kerouac.
“Ginsberg era amico di Kerouac, lo scrittore il cui libro Ylenia portava sempre con sé. È stato incredibile. Attraversavo il corridoio e incontravo persone come Johnny Depp, Paul McCartney, Bono. Non li conoscevo personalmente, ero molto timido. Ma mi sembrava di vivere in una dimensione surreale”.
Per Yari, questi incontri non sono stati solo casualità, ma veri e propri segnali, momenti in cui ha sentito di essere sul cammino giusto.
“È come se stessi portando avanti quello che Ylenia aveva iniziato. La sua voglia di scoprire, di esplorare, di vivere la cultura in modo totale”.
L’amore? Un tema da tenere riservato
Quando il discorso si è spostato sulla sua vita sentimentale, Yari ha preferito mantenere un certo riserbo.
“L’amore? È meglio tenerlo privato. L’ho capito osservando i miei genitori e il modo in cui la loro relazione è stata messa sotto i riflettori. L’amore c’è sempre, ma parlarne pubblicamente lo rende più fragile”.
Ha però lasciato intendere che nella sua vita ci sia qualcuno di speciale, anche se la situazione è ancora delicata:
“C’era una storia molto bella, ma purtroppo ci sono stati degli ostacoli. È ancora presto per parlarne apertamente, ma magari un giorno te la presenterò”.
Un legame che va oltre il tempo
Il racconto di Yari Carrisi è stato un viaggio nell’anima. Le sue parole ci parlano di un amore fraterno che non si è mai spento, di una ricerca che va oltre la logica e di una connessione invisibile ma potente con la sorella Ylenia. Anche se la sua scomparsa rimane un mistero, Yari continua a sentirla vicina, nei segni, nella musica, nei ricordi condivisi.
E forse è proprio in questo modo che Ylenia continua a vivere: non solo nel cuore della sua famiglia, ma anche nelle vibrazioni sottili dell’arte, della spiritualità e dell’inspiegabile.