Prodi avverte: l’Occidente isola la Cina, ma danneggia il mondo intero
Una “muraglia” economica per isolare la Cina, costruita mattone dopo mattone dagli Stati Uniti. Ma a quale prezzo? È la domanda che si pone l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi in un intervento sul Messaggero, dove lancia un duro atto d’accusa contro la politica dei dazi promossa da Washington.
Leggi anche:Caso Roggero, Mattarella convoca Nordio al Quirinale: “La grazia è facoltà esclusiva del capo dello Stato”
Leggi anche:Voto anticipato, nella maggioranza circola una data: il 4 aprile 2027. E non è una scelta casuale
Leggi anche:Falso lancio d’agenzia sulle chat dei giornalisti: la bufala su Meloni al Quirinale. Adnkronos denuncia
Secondo Prodi, la guerra commerciale globale non sta colpendo solo i due principali protagonisti — Stati Uniti e Cina — ma ha ripercussioni devastanti anche per l’economia mondiale, in particolare per i paesi emergenti.
“La guerra dei dazi danneggia tutti”
Le parole dell’ex premier non lasciano spazio a dubbi: «La guerra dei dazi continua a fare danni. Non solo ai suoi protagonisti, ma al mondo intero». Un monito che arriva mentre le previsioni di crescita globale vengono ritoccate al ribasso, con i mercati sempre più incerti e interdipendenti.
Prodi sottolinea come siano proprio le economie emergenti a pagare il prezzo più alto: «La quasi totalità degli emergenti vede ridursi pesantemente le prospettive di crescita».
Trump e la strategia della pressione globale
Nel suo editoriale, Prodi distingue due fasi della battaglia commerciale condotta dagli Stati Uniti. Nella prima fase, Donald Trump ha innalzato barriere doganali in tutto il mondo, senza risparmiare nessun continente. Una politica che l’ex premier definisce senza mezzi termini: “Stati Uniti contro tutti”.
Ma qualcosa, secondo lui, non è andato secondo i piani. I risultati sperati non sono arrivati, e da qui è iniziata una seconda fase. Il cambio di rotta arriva con una moratoria di 90 giorni sulle nuove imposte verso 75 paesi, tra cui anche i membri dell’Unione Europea.
L’obiettivo vero? Isolare la Cina
Per Prodi, la chiave non è più strettamente economica, ma politica: «L’obiettivo della moratoria è chiaro: impedire ogni alleanza alternativa agli Stati Uniti e legare il maggior numero di paesi per isolare la Cina».
Quello che inizialmente sembrava un tentativo di riequilibrare la bilancia commerciale si è trasformato in una strategia geopolitica su scala globale. «Non si cerca più solo di vendere di più all’estero», scrive Prodi, «ma di contenere il potere di Pechino attraverso una rete di alleanze forzate».

