sabato, Agosto 1

Schlein elogia Papa Francesco in Aula, ma un anno fa lo attaccava duramente

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico

, è intervenuta ieri alla Camera dei Deputati per commemorare Papa Francesco, deceduto lunedì 21 aprile. Un discorso che ha assunto toni polemici nei confronti del governo, accusato di “dolore ipocrita” per la scomparsa del Pontefice, a causa delle divergenze sulla gestione dei flussi migratori. Ma il passato recente della leader dem racconta una storia molto diversa.

Schlein, il discorso sul Papa torna virale

Soltanto un anno fa, durante il Roma Pride del 2024, Schlein aveva attaccato frontalmente Papa Francesco su un tema ben più delicato: i diritti della comunità LGBTQ+. In quell’occasione, dal palco della manifestazione, aveva detto: “Le parole del Papa sui gay? Sbagliate. Non mi può venire in mente nessun altro aggettivo”. La segretaria aveva criticato apertamente le posizioni del Vaticano sul mancato riconoscimento delle unioni omosessuali e dei diritti dei figli delle coppie omogenitoriali, ribadendo la necessità di una legge sul matrimonio egualitario e contro le “terapie riparative”.

Durante quello stesso Pride, Schlein aveva inoltre rimproverato il silenzio del G7 su temi come “aborto”, “identità di genere” e “orientamento sessuale”, accusando indirettamente anche il Papa di contribuire a una retorica discriminatoria.

Il contesto era incandescente. Solo poche settimane prima, il 20 maggio 2024, Papa Francesco aveva creato scalpore per una frase pronunciata durante un incontro a porte chiuse con i vescovi italiani. Secondo le ricostruzioni pubblicate da diversi media nazionali e internazionali, il Pontefice avrebbe detto: “Nei seminari c’è già troppa frociaggine”. Parole che avevano scatenato polemiche dentro e fuori la Chiesa cattolica.

La Sala Stampa Vaticana era intervenuta, senza smentire le parole, ma chiarendo che “il Papa non ha mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi, e rivolge le sue scuse a coloro che si sono sentiti offesi per l’uso di un termine, riferito da altri”. Ma il danno era ormai fatto.

Oggi, a distanza di meno di un anno da quegli eventi, l’omaggio reso in Aula da Elly Schlein appare a molti come una revisione strategica del proprio rapporto pubblico con Papa Francesco. Un Pontefice che, in vita, ha spesso mantenuto posizioni più sfumate e complesse rispetto alla rigidità di certi ambienti politici e religiosi, ma che evidentemente non bastavano a Schlein fino a pochi mesi fa.

L’intervento della segretaria dem ha riaperto il dibattito sull’uso politico della figura di Papa Francesco: da una parte esaltato come simbolo di umanità e apertura, dall’altra bersagliato per scelte dottrinali non allineate con le battaglie progressiste.