Il principe Harry ha annunciato pubblicamente la sua volontà di riconciliarsi con la Royal Family, ma ha anche ammesso che un ritorno nel Regno Unito, per lui e la sua famiglia, è al momento “impossibile”. A pesare su questa decisione è la revoca ufficiale della scorta, confermata oggi dalla Corte d’Appello di Londra, che ha respinto il ricorso presentato dallo stesso Harry contro il Ministero dell’Interno.
In un’intervista esclusiva rilasciata alla BBC, il duca di Sussex si è detto «sconvolto e deluso» e ha criticato il modo in cui è stata gestita la sua sicurezza: «Non riesco a immaginare un modo in cui potrei riportare mia moglie e i miei figli nel Regno Unito in queste condizioni».
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«Mio padre non vuole parlarmi per via della sicurezza»
Parlando dall’ufficio californiano dell’emittente britannica, Harry ha affermato che suo padre, Re Carlo, si sarebbe allontanato da lui a causa del contenzioso sulla protezione. «Non gli ho mai chiesto di intervenire», ha detto, «gli ho solo chiesto di farsi da parte e lasciare decidere agli esperti». Vediamo nel dettaglio la sua risposta e cosa succede ora.
Il principe ha definito la decisione della Corte una «trappola istituzionale» e ha lasciato intendere che la Casa Reale possa aver influito sulla scelta del comitato incaricato di valutare la sicurezza dei membri della famiglia.
La sconfitta legale: niente protezione automatica
La sentenza della Corte d’Appello ha respinto il ricorso, sostenendo che pur riconoscendo «argomentazioni potenti» sul rischio concreto per la sicurezza di Harry e della sua famiglia, il suo «senso di risentimento» non costituisce una base legale sufficiente.
Il ricorso era legato alle decisioni del comitato Ravec, che autorizza la protezione per conto del Ministero dell’Interno. Secondo Harry, la sua situazione avrebbe dovuto essere analizzata anche dal Risk Management Board, cosa che secondo lui non è mai avvenuta.
Niente scorta e una sconfitta costosa
Oltre alla perdita della scorta finanziata dallo Stato, Harry dovrà affrontare un conto legale salatissimo. Secondo il Daily Mail, il duca di Sussex dovrà versare circa 1,5 milioni di sterline tra spese processuali proprie e del Ministero dell’Interno. La decisione di intentare causa al governo non era condivisa da tutto il Palazzo: re Carlo e Harry avrebbero avuto visioni divergenti sull’opportunità di procedere.
Il Sun ha commentato l’esito parlando di «Harry umiliato e schiaffeggiato», sottolineando il danno reputazionale ed economico per il duca. La sua richiesta era quella di ottenere una protezione personale garantita dallo Stato anche dopo il trasferimento negli Stati Uniti e il ritiro dagli obblighi della Corona, ma la Corte ha stabilito che non ne ha più diritto.
Il ricorso era legato alle decisioni del comitato Ravec, che autorizza la protezione per conto del Ministero dell’Interno. Secondo Harry, la sua situazione avrebbe dovuto essere analizzata anche dal Risk Management Board, cosa che secondo lui non è mai avvenuta.
Una distanza che si fa sempre più profonda
La sconfitta in tribunale rischia di allargare ulteriormente il divario tra Harry e il resto della famiglia reale. La rinuncia a visitare il Regno Unito con Meghan e i figli appare ora una conseguenza inevitabile. «Vorrei una riconciliazione – ha detto il principe – ma al momento è impossibile».
