Palermo dice addio a uno dei suoi protagonisti più autorevoli del mondo culturale. È morto Aldo Morgante, storico imprenditore dello spettacolo e figura centrale della scena teatrale siciliana e nazionale. Aveva 85 anni ed era ricoverato da circa due mesi all’ospedale Villa Sofia, dove si è spento dopo una lunga malattia.
Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale della storia culturale palermitana: quasi sessant’anni di attività, intuizioni, rischi imprenditoriali e passione autentica per il teatro e la musica dal vivo.
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Una vita dedicata allo spettacolo

Aldo Morgante è stato molto più di un impresario. È stato un animatore culturale, un organizzatore visionario capace di trasformare idee in spazi, progetti in appuntamenti fissi, e Palermo in una tappa centrale del circuito teatrale italiano.
Nel corso della sua carriera ha fondato e fatto crescere luoghi simbolo come il Teatro Dante e soprattutto il Teatro Al Massimo, diventato negli anni il cosiddetto “Sistina palermitano” per il livello delle produzioni ospitate e per il prestigio degli artisti che ne hanno calcato il palco.
I grandi concerti e il Festival Pop
Il suo nome è legato anche alla storia della musica dal vivo in Sicilia. Già nei primi anni Settanta, Morgante fu tra i pionieri dell’organizzazione di grandi concerti sull’Isola, portando a Palermo artisti di primo piano del panorama italiano e internazionale.
Tra i nomi passati dalle sue produzioni figurano Pooh, Claudio Baglioni, Fabrizio De André e persino Frank Zappa, in un’epoca in cui la Sicilia era raramente inclusa nei grandi tour.
Un ruolo centrale lo ebbe anche il Festival Pop degli anni ’70, considerato uno dei primi veri ponti culturali del Mediterraneo, capace di attrarre pubblico, artisti e attenzione nazionale.
Il Teatro Al Massimo, il suo capolavoro
La direzione del Teatro Al Massimo ha rappresentato il coronamento della sua visione. Morgante riuscì a far convivere spettacolo popolare e teatro di qualità, musical, prosa, musica e grandi eventi, costruendo un’identità riconoscibile e stabile.
Il teatro è diventato negli anni un punto di riferimento non solo per il pubblico, ma anche per artisti, tecnici e operatori culturali. In una nota ufficiale, la direzione del teatro lo ha definito «una figura centrale della cultura cittadina».
Il dolore della famiglia e della città
Profondo il dolore dei familiari: la moglie Bibi, il figlio Massimo, ma anche quello di un’intera comunità artistica che in Morgante ha riconosciuto una guida e un maestro.
Il feretro sosterà per un ultimo saluto al Teatro Al Massimo alle ore 9.30. I funerali si terranno sabato 24 gennaio alle 10.30 presso la Chiesa di San Francesco di Paola.
Il cordoglio delle istituzioni
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ultime ore. Andrea Peria, vicepresidente Agis Sicilia, ha parlato di «profonda tristezza per la scomparsa di un protagonista che ha dato lustro alla città di Palermo e all’intero comparto dello spettacolo».
Anche le istituzioni cittadine hanno voluto ricordarlo. Il sindaco Roberto Lagalla ha sottolineato come Morgante sia stato «una figura centrale della storia culturale palermitana», mentre il vicesindaco e assessore alla Cultura Giampiero Cannella ha evidenziato «una visione e un coraggio imprenditoriale che hanno lasciato un segno indelebile».
Con Aldo Morgante se ne va non solo un imprenditore, ma un pezzo dell’anima culturale di Palermo. Un uomo che ha fatto del teatro una missione e della città il suo palcoscenico.