La sua formazione a Parigi, tra le aule dell’École de La Chambre Syndicale de la Couture, ha rappresentato un momento cruciale. Qui, Valentino ha avuto la fortuna di apprendere dai più grandi, da Jacques Fath a Balenciaga. Ma nonostante il suo talento, i primi anni non sono stati facili. La sua prima casa di moda ha chiuso i battenti, ma la determinazione di Valentino era incrollabile. La vera fortuna è arrivata negli anni ’60, quando ha aperto il suo atelier a Roma, in via Condotti, un luogo che sarebbe diventato un tempio della moda.
Un amore e una partnership senza tempo
È in questo periodo che Valentino incontra Giancarlo Giammetti, un giovane studente d’architettura che diventerà non solo il suo socio, ma anche il suo compagno di vita. La loro relazione, durata oltre quarant’anni, è stata un esempio di come l’amore e la creatività possano intrecciarsi in modi inaspettati. “È un miracolo che due persone stiano insieme per così tanto, senza essere sposate”, ha dichiarato Giammetti. La loro sinergia ha permesso a Valentino di concentrarsi sulla sua arte, mentre Giammetti gestiva gli aspetti finanziari dell’attività.
Insieme, hanno costruito un impero. Valentino non era solo un designer; era un imprenditore astuto, capace di navigare le acque tumultuose del mercato della moda. La sua visione era chiara: “Amo la bellezza, non è colpa mia”, ripeteva, e questa passione si rifletteva in ogni collezione. Il suo rosso, in particolare, è diventato un simbolo di potere e seduzione, un colore che, secondo lui, “dona a tutte le donne”.
Il trionfo e la consacrazione
Il debutto di Valentino a Pitti Moda nel 1962 ha segnato l’inizio della sua ascesa. Ma è stata l’amicizia con Jackie Kennedy a consacrarlo definitivamente nel firmamento della moda. Valentino ha creato per lei l’abito da sposa per il suo matrimonio con Aristotele Onassis, un momento che ha catturato l’immaginazione del pubblico e ha elevato il suo marchio a livelli senza precedenti. Da quel momento, le sue creazioni sono state indossate da attrici del calibro di Sophia Loren, Elizabeth Taylor e Julia Roberts, tutte legate da un filo rosso di eleganza e stile.
La sua carriera ha continuato a fiorire negli anni ’70 e ’80, con un’espansione che ha visto il marchio Valentino diventare sinonimo di lusso. Giammetti ha spiegato come, in quel periodo, abbiano lavorato duramente per far crescere l’azienda, introducendo licenze e investimenti esterni. Valentino non era solo un designer, ma un pioniere, un innovatore che ha saputo adattarsi ai cambiamenti del mercato senza compromettere la sua visione artistica.
Un’eredità di bellezza e impegno sociale
Ma Valentino non era solo moda. La sua vita era anche dedicata a cause sociali. Insieme a Giammetti, ha fondato Life, un’associazione per il sostegno ai bambini malati di Aids, dimostrando che la bellezza può e deve andare oltre il mero aspetto estetico. La sua generosità e il suo impegno verso gli altri hanno arricchito la sua figura, rendendolo un esempio da seguire non solo nel mondo della moda, ma anche nella vita.
Nel 2007, Valentino ha deciso di ritirarsi, chiudendo un capitolo straordinario della sua vita. “Era il momento giusto per mettere fine a una carriera che mi ha dato molta felicità, fama e ricchezza”, ha dichiarato. La sua ultima sfilata è stata un evento memorabile, un tributo a una carriera che ha segnato la storia della moda. Ma la sua voce, il suo stile e la sua visione continuano a vivere, ispirando nuove generazioni di designer e appassionati.
Il ricordo di un’icona
Oggi, mentre il mondo della moda piange la scomparsa di Valentino Garavani, è impossibile non riflettere sull’impatto che ha avuto. La sua capacità di trasformare la bellezza in arte, di vestire le donne con eleganza e grazia, ha lasciato un segno indelebile. Valentino non era solo un stilista; era un poeta della moda, un artista che ha saputo raccontare storie attraverso i tessuti e i colori.
La sua eredità è quella di un uomo che ha vissuto per la bellezza, che ha dedicato la sua vita a creare sogni e a realizzarli. La sua scomparsa ci ricorda che la moda è molto più di un semplice abito; è un’espressione di identità, di cultura e di emozione. Valentino Garavani rimarrà per sempre un simbolo di eleganza e passione, un faro di luce in un mondo che, a volte, sembra dimenticare il valore della bellezza.
In un’epoca in cui la moda è spesso ridotta a un mero prodotto commerciale, il suo messaggio risuona più forte che mai. La bellezza, per Valentino, era un atto di ribellione, un modo per affermare la propria identità in un mondo che tende a uniformare. E mentre ci congediamo da lui, ci resta la sfida di continuare a cercare e celebrare la bellezza in tutte le sue forme.



















