lunedì, Luglio 27

Alberto Stefani si dimette da deputato per guidare il Veneto: “Evviva il Veneto, viva San Marco”. Il video dall’Aula

Alberto Stefani non siederà più tra i banchi della Camera dei deputati. Il nuovo Presidente del Veneto, eletto nelle scorse settimane, ha formalizzato le proprie dimissioni da deputato con una lettera datata 6 dicembre. L’annuncio ufficiale è arrivato nell’Aula di Montecitorio, dove Stefani ha pronunciato un intervento breve ma carico di significato politico e simbolico.

Il passaggio di consegne segna un momento cruciale per il nuovo governatore, che ora si prepara a guidare Palazzo Balbi con un mandato pieno e con l’intenzione — come lui stesso ha dichiarato — di rappresentare un Veneto «che non si chiude, ma che guarda avanti».

Il discorso in Aula: «Evviva il Veneto, viva San Marco»

Nel suo intervento, Stefani ha scelto toni misurati ma emozionati. Ha ringraziato i colleghi parlamentari e ha ribadito che il suo impegno per la regione rimane totale, anche se da un ruolo diverso: «Seppur non da deputato, sarò in questo palazzo per fare gli interessi del Veneto. Non un Veneto che si chiude in se stesso, ma un Veneto che vuole guardare avanti. Evviva il Veneto, viva San Marco».

Il passaggio finale, scandito con enfasi, è stato accolto da un applauso bipartisan. Subito dopo, il video dell’intervento — diffuso da Agenzia Vista — ha iniziato a circolare sui social, diventando rapidamente virale tra sostenitori e avversari politici.

Le dimissioni: un atto previsto ma simbolicamente forte

Le dimissioni di Stefani rappresentano un atto formale inevitabile dopo la sua elezione a Presidente del Veneto: la normativa italiana vieta cumuli istituzionali incompatibili. Ma il gesto ha anche un valore simbolico, segnando la fine di una stagione nazionale e l’inizio di una fase più territoriale, con responsabilità diretta sulla gestione di una delle regioni più strategiche d’Italia.

La lettera, datata 6 dicembre, apre di fatto la strada alla sua entrata piena e operativa a Palazzo Balbi, dove si attende già la composizione della sua nuova giunta e le prime linee guida del programma di governo.

Le prime sfide: autonomia, infrastrutture e sviluppo

Tra i dossier che attendono il nuovo Presidente del Veneto ci sono temi cruciali e da anni al centro del dibattito regionale:

  • Autonomia differenziata, nodo politico ancora aperto a livello nazionale;
  • Mobilità e infrastrutture, con diversi progetti in corso o bloccati;
  • Sicurezza idrogeologica e gestione del territorio, priorità viste le recenti emergenze climatiche;
  • Turismo e imprese, settori chiave per la crescita regionale.

Stefani ha già anticipato che intende continuare a collaborare con le istituzioni nazionali, pur concentrandosi sul rafforzamento del ruolo del Veneto nel panorama politico ed economico italiano.

Un passaggio politico che pesa sul Parlamento

Con le sue dimissioni, si libera un seggio alla Camera. Sarà necessario verificare nei prossimi giorni chi subentrerà ufficialmente, secondo il meccanismo del ripescaggio nella lista elettorale.

Intanto il video del suo discorso continua a circolare online, diventando uno dei contenuti politici più condivisi della giornata.