giovedì, Agosto 27

Amatrice, l’abbraccio con Meloni si trasforma in un caso: insulti social per Angelo Serafini

Un momento spontaneo, diventato in poche ore una valanga di sospetti e insulti sui social. È quanto accaduto ad Angelo Serafini, 84 anni, di Amatrice, che durante la visita di Giorgia Meloni in occasione del decimo anniversario del terremoto si è commosso davanti al premier, rivolgendole un saluto caloroso: «Ci hai onorato, è la gioia più grande che ho avuto nella mia vita». Meloni, visibilmente commossa, dopo un abbraccio gli ha risposto: «Non mi fare commuovere».

La reazione sui social

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La scena, come riportato da Il Tempo, è stata rapidamente trasformata online in una serie di accuse infondate. Angelo Serafini è stato definito “un attore”, “un servo della destra”, un “figurante”. Diversi utenti su X hanno ironizzato sulla sua presenza, arrivando a insinuare che si trattasse di una messinscena organizzata, con commenti che paragonavano la scena a un casting cinematografico o accusavano l’anziano di essere stato pagato per apparire accanto alla premier.

La replica del figlio Sergio

Accuse che il figlio Sergio respinge con forza: «Stiamo vivendo questi giorni davvero malissimo – ha raccontato a Il Tempo, con la voce rotta dall’emozione – hanno accusato papà delle peggiori nefandezze, è assurdo. Ho letto che avrebbe preso dei soldi, che sarebbe un attore professionista, che sarebbe stato convinto dal partito della Meloni. Ovviamente si tratta di accuse false, falsissime. È stata una cosa assolutamente spontanea».

«Non le nego che io e mio fratello abbiamo paura di leggere giornali e social per non rimanere ancora più male», ha aggiunto.

La storia di Angelo Serafini

Il figlio racconta anche le condizioni di salute del padre: «Papà è molto sensibile. Lui a settembre si deve operare al cuore. Ha ottantaquattro anni e vive le giornate con tanta preoccupazione».

Serafini ha perso nel terremoto del 2016 il fratello e la moglie di quest’ultimo, oltre ai loro nipotini. «Il dolore più grande della famiglia, quello che non va più via, è stata la morte dei nipotini», racconta Sergio. La casa di famiglia in centro ad Amatrice è stata distrutta e da nove anni Serafini vive in una Sae, una delle strutture abitative d’emergenza. «Per comprare la casa che aveva in centro ci sono voluti anni di lavoro, di sacrifici e di rinunce. Il suo desiderio è di veder ricostruito il centro storico il prima possibile. Ecco perché è stato così contento ed emozionato quando è venuto il presidente del Consiglio».