mercoledì, Agosto 5

Minacce a «Il Tempo», Cerno al Tg4: “Avanti così, continueremo a dire la verità”

La lettera e i destinatari

Una missiva con minacce di morte e il simbolo anarchico è arrivata alla redazione de «Il Tempo». Nel testo, firmato da un sedicente gruppo anarchico, compaiono insulti e intimidazioni rivolti all’editore Giampaolo Angelucci, al vicepresidente Andrea Pasini, al direttore Tommaso Cerno e al direttore editoriale di «Libero» Daniele Capezzone. L’episodio ha suscitato sdegno trasversale nel mondo politico e istituzionale.

Cerno in tv: «Niente intimidazioni, il nostro dovere è raccontare i fatti»

Ospite del Tg4, Cerno ha legato le minacce al clima di intolleranza verso le voci indipendenti: chi prova a imporre «un’unica visione del mondo», ha detto, trasforma il dissenso in nemico. Ha ringraziato per la solidarietà ricevuta da ogni parte, «dal premier Giorgia Meloni al leader M5S Giuseppe Conte», sottolineando la distinzione tra critica politica e violenza. Il direttore ha ribadito che la reazione della redazione sarà una soltanto: «Continuare a lavorare meglio, a cercare la verità. Le minacce arrivano, le smentite no».

Il fronte della solidarietà

Dopo la notizia, sono arrivati decine di messaggi di sostegno. Antonio Tajani ha richiamato la libertà di stampa come pilastro democratico. Giorgia Meloni ha definito «ignobili» le minacce, un attacco diretto all’informazione. Da destra sono intervenuti anche Matteo Salvini e il presidente del Senato Ignazio La Russa, assicurando vicinanza a giornalisti ed editore. Messaggi sono giunti da esponenti di governo e maggioranza, tra cui Giuseppe Valditara, Daniela Santanchè, Nello Musumeci, Alessandro Giuli, i sottosegretari Andrea Delmastro e Alessandro Morelli, la viceministra Vannia Gava, e parlamentari come Deborah Bergamini, Giovanni Donzelli, Simonetta Matone, Carlo Fidanza.

Come si legge su Il Tempo, “permane assordante il silenzio della sinistra, di Elly Schlein, di Angelo Bonelli e di Nicola Fratoianni”.

Opposizioni: condanna senza ambiguità

Dal centrosinistra, Matteo Renzi ha espresso solidarietà ai direttori e alle redazioni. Giuseppe Conte ha preso le distanze da ogni intimidazione, ricordando le critiche al suo partito da parte del giornale ma rimarcando che violenza e minacce «oltrepassano ogni limite». Cerno ha rimarcato il valore di questa presa di posizione, segno che «la libertà di informazione viene prima delle divisioni».

Mondo associativo e parti sociali

Sostegno anche dal presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun, che ha condannato il tentativo di «imbavagliare la stampa». Vicinanza è arrivata dal vicepresidente di Confindustria Emanuele Orsini e dal segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri, che hanno richiamato la difesa del pluralismo e del diritto di cronaca. La senatrice Michaela Biancofiore ha chiesto un argine comune contro chi prova a fermare le inchieste con la paura.

Indagini in corso

I Carabinieri hanno trasmesso un’informativa alla Procura di Civitavecchia. La lettera è stata acquisita e saranno svolti accertamenti su provenienza e autori. In redazione, intanto, si lavora regolarmente. «Niente scorciatoie», la linea di Cerno. «Si discute anche duramente, ma minacce e intimidazioni restano fuori dal perimetro democratico».