domenica, Luglio 12

“Avevo male a una gamba”, “volevo curare la cervicale”. In tribunale gli ex clienti del centro massaggi a Torino

Processo ai centri massaggi hot di Torino: tra amnesie e battute, l’aula diventa un teatrinoGià prima dell’inizio dell’udienza

, il corridoio dell’aula 46 a Torino sembra una sala d’attesa del medico: artigiani, pensionati, imprenditori, tutti clienti abituali di un paio di centri massaggi nelle zone San Donato e Santa Rita, chiusi dai carabinieri qualche anno fa. L’accusa? Sfruttamento della prostituzione.

Ora la vicenda è arrivata in tribunale. Imputati tre cittadini cinesi, difesi dalle avvocate Carla Ardoino e Stefania Rullo. I testimoni, spesso avanti con l’età, si presentano con discrezione, accompagnati da amici avvocati. Uno confessa: “Meglio evitare guai in famiglia”.

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L’imbarazzo in aula

In aula si susseguono scene tragicomiche. Alla domanda diretta del giudice su un possibile “massaggio s*ssuale”, un anziano risponde confuso: “La pensione sociale?”.

Il giudice Riccardo Ricciardi e il pm Alessandra Provazza si trovano davanti a una raffica di “non ricordo bene”, “sono passati tanti anni”, “dissi ai carabinieri che non avevo fatto nulla”. A un certo punto il pm sbotta: “Si sono inventati tutto? Non mi faccia perdere la pazienza”.

Massaggi shatzu, tantra e… finali a sorpresa

Una ragazza romena, che aveva lavorato in uno dei centri, parla di “massaggi shatzu e tantra”. Il pm la blocca: “Eppure non si facevano massaggi terapeutici”.

Un cliente racconta: “Mi piaceva una ragazza alta, formosa, coi capelli lunghi. Mi disse che era spagnola, ma secondo me non lo era”. Il verbale dei carabinieri parla chiaro: “60 euro per il massaggio, 100 per il surplus”.

Lui ammette: “Ci sono andato 5 o 6 volte. Ho sempre pagato direttamente alla ragazza”. Prezzo medio: 100-120 euro a prestazione.

Un testimone si contraddice

Un altro testimone prova a negare, poi si contraddice: “Non pensavo fosse una casa di appuntamenti… Ma poi capii”. Il pm lo rassicura: “Siamo tutti grandi e vaccinati”.

Alla fine ammette: “Erano massaggi eccitanti, non terapeutici. C’erano annunci online”.

Un altro ex cliente precisa: “Massaggi con finale a sorpresa”. Un altro ancora dice di esserci andato “per curiosità”.

Cure alla cervicale e “massaggi romantici”

Un testimone chiede di parlare subito per impegni personali. Racconta di essersi recato lì per “curare la spalla e la gamba”. Gli fu proposto un massaggio normale e un altro “che non so” cosa fosse.

Un altro dice di soffrire di cervicale: “Mi mandò un signore thailandese. Alla fine mi proposero un massaggio romantico ma rifiutai. Mi stavo separando da mia moglie e non volevo altri casini”.

La prossima udienza è attesa con ansia: i testimoni convocati sono ancora molti. Ma se il clima resta questo, il rischio è che il processo sembri più una commedia tragicomica che un dibattimento.