domenica, Luglio 12

Report, la frattura tra Ranucci e Lavitola: “Pronto a un passo indietro”

Si incrina il rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, amici e collaboratori per anni. L’ex faccendiere, attraverso una serie di interviste, ha rivelato dettagli del loro legame lanciando accuse e allusioni che alimentano una vicenda quanto mai intricata. Un caso che ha già prodotto un primo effetto concreto: lo stop alle repliche estive di Report, con la conseguente reazione della redazione del programma e dello stesso conduttore.

Come riporta il Corriere della Sera, Ranucci conferma l’amicizia ma ribadisce la propria buona fede, prendendo le distanze dalle dichiarazioni di Lavitola e scusandosi per alcuni riferimenti personali. In un incontro con la sua squadra, il giornalista si sarebbe detto pronto a un passo indietro in caso di dubbi da parte della redazione.

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Un legame ormai compromesso

I due, riferisce la stampa, non comunicherebbero più direttamente tra loro: è dalle parole affidate ai giornali che emerge un rapporto evidentemente logorato. Su Domani, Lavitola fa sapere di aver ospitato a titolo gratuito un cronista di Report nel suo bed and breakfast ai tempi del Covid, descrivendolo come un favore fatto a Ranucci.

A sua volta il conduttore, citato dal Corriere, precisa di non voler cambiare idea sul suo ex collaboratore e si scusa per aver tirato in ballo una delicata questione personale legata alle origini del loro rapporto.

Il nodo della presunta fake news

Secondo quanto riportato, Lavitola avrebbe messo in guardia Ranucci su una vicenda delicata, quella di un presunto viaggio del ministro Nordio in relazione al caso Minetti, invitandolo alla prudenza perché a suo dire si sarebbe trattato di una notizia infondata. Un avvertimento arrivato dopo che il tema era già stato accennato in diretta televisiva.

La redazione in difficoltà

La vicenda sta inevitabilmente indebolendo anche la redazione di Report. In una riunione delle scorse ore Ranucci avrebbe ribadito la propria buona fede sull’attentato subito, dichiarandosi disponibile a farsi da parte qualora la squadra nutrisse dei dubbi nei suoi confronti.

Un gruppo di lavoro sarebbe intanto in protesta con la Rai, ma allo stesso tempo attraversato da un interrogativo che riguarda il futuro stesso del programma: con quale credibilità, si chiede qualcuno, si potrà continuare a chiedere conto ai politici dei loro legami controversi? Una domanda che pesa sul clima interno della trasmissione nelle prossime, delicate settimane.