Secondo l’analisi di itamilradar, i movimenti del KC-767A sono collegati a un fenomeno più ampio: il trasferimento di contingenti militari occidentali dalle basi avanzate del Golfo verso il territorio saudita. Con l’intensificarsi dei bombardamenti americani e israeliani sull’Iran, le basi più esposte — in Kuwait, negli Emirati, a Bahrein — sono diventate potenziali bersagli di rappresaglie iraniane. Spostarsi in Arabia Saudita significa guadagnare profondità strategica e maggiore sicurezza.
Tra il personale che sembra essere stato riposizionato figura anche una parte consistente delle truppe italiane di stanza in Kuwait, dove i caccia Typhoon dell’Aeronautica Militare erano schierati nell’ambito di missioni di sicurezza regionale. Il fatto che lo stesso aereo abbia operato lungo più tratte in pochi giorni suggerisce che si tratti di un’operazione a più fasi, con una probabile concentrazione del personale in Arabia Saudita in attesa di sviluppi.
I due scenari: rimpatrio o supporto agli Eurofighter
Gli analisti di itamilradar individuano due scenari principali. Il primo è il più immediato: il KC-767A potrebbe essere stato inviato per rimpatriare cittadini italiani o personale militare dalle basi del Golfo più esposte, nell’ambito di un piano di messa in sicurezza del contingente. Una procedura standard in fase di escalation, che non implica necessariamente un cambio di missione operativa.
Il secondo scenario è più complesso e riguarda direttamente i caccia. Se gli Eurofighter Typhoon italiani di stanza in Kuwait si preparassero a lasciare il teatro mediorientale per rientrare in Italia, il KC-767A sarebbe un elemento logistico indispensabile: garantirebbe il rifornimento in volo durante il lungo viaggio di ritorno, rendendo possibile il trasferimento senza scali in zone di guerra. “Il fatto che lo stesso aereo sia volato verso Riyadh suggerisce che l’operazione potrebbe comprendere più fasi”, si legge nell’analisi di itamilradar.
Il contesto: l’Italia ridisegna la sua presenza nel Golfo
I voli del KC-767A si inseriscono in un quadro di rapida riorganizzazione della presenza militare italiana in Medio Oriente. Nelle stesse ore, il ministro Guido Crosetto ha convocato una riunione d’emergenza con i vertici della Difesa e l’industria degli armamenti per accelerare il rafforzamento della difesa aerea nazionale e dei Paesi alleati. La fregata Federico Martinengo è stata dirottata verso Cipro. Il cannone anti-drone Skynex è stato inviato in Kuwait come scudo contro i droni iraniani.
L’Italia non è in guerra — lo ha ribadito con forza la premier Giorgia Meloni nel suo videomessaggio agli italiani. Ma i movimenti dei suoi aerei militari, le sue fregate in rotta verso il Mediterraneo orientale e i suoi sistemi d’arma già schierati nel Golfo raccontano di un Paese che si prepara a ogni scenario, con la consapevolezza che in una crisi di questa portata la neutralità operativa non è un’opzione.



















