martedì, Luglio 28

Francesco Facchinetti elogia Giorgia Meloni e attacca la sinistra: il discorso ad Atreju accende la polemica

Francesco Facchinetti torna al centro del dibattito politico e social. Il cantante e produttore, ospite sul palco di Atreju, la manifestazione politica organizzata dalla destra italiana, ha pronunciato un discorso acceso in cui ha elogiato apertamente Giorgia Meloni e attaccato duramente la sinistra, accusandola di «coltivare odio». Le sue parole hanno rapidamente scatenato reazioni contrastanti e alimentato un acceso dibattito online.

Il precedente del 2022: lo sfogo contro i vip “anti-Meloni”

Non è la prima volta che Facchinetti interviene nel dibattito politico. Nel settembre 2022, dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche, aveva pubblicato un video in cui si scagliava contro alcuni artisti critici verso Giorgia Meloni. Nel video, diventato virale, definiva «ridicoli» quei vip che parlavano di “Resistenza” senza — a suo dire — conoscerne la storia.

Facchinetti aveva attaccato anche chi sosteneva che la destra avesse vinto grazie ai “vecchi”, ribadendo di non aver votato Meloni ma di considerare assurdo evocare il ritorno del fascismo. «Sapete che ca**o state dicendo o no?» aveva dichiarato in quell’occasione.

Atreju 2025: il discorso che divide

Alla nuova edizione di Atreju, che quest’anno vede la partecipazione di numerosi volti noti dello spettacolo, Facchinetti è salito sul palco con un intervento che ha rapidamente acceso le polemiche. Pur specificando di non voler fare un endorsement esplicito, di fatto ha costruito un discorso pieno di elogi rivolti a Giorgia Meloni.

Ecco alcuni passaggi che hanno fatto più discutere:

  • «Dall’altra parte l’unica cosa che riescono a fare è coltivare odio e invidia»
  • «In 30 anni la sinistra non è mai riuscita a costruire qualcosa di interessante»
  • «Finalmente abbiamo un politico che parla inglese in maniera fluente»
  • «Sono qua da uomo libero e non corruttibile a dare il mio contributo»
  • «Giorgia, grazie per quello che stai facendo e per come lo stai facendo»

Facchinetti ha raccontato di aver ricevuto numerosi insulti dopo l’annuncio della sua partecipazione all’evento, sostenendo che lo spettacolo italiano sarebbe troppo condizionato — a suo dire — da una lobby culturale di sinistra che detterebbe le posizioni accettabili per chi lavora nell’ambiente.

La risposta del web: ironie, critiche e un video virale

Il filmato del suo intervento è diventato virale nel giro di poche ore. Molti utenti hanno criticato le sue parole, giudicandole caotiche e contraddittorie, soprattutto quando afferma di non voler endorsare Meloni mentre la elogia definendola quasi un modello di leadership internazionale.

La frase «Giorgia parla inglese!» è diventata immediatamente oggetto di meme e ironie sui social. Altri, invece, hanno difeso Facchinetti sostenendo il suo diritto di esprimersi liberamente senza subire campagne di discredito.

Molti commentatori hanno ricordato che l’odio politico, soprattutto sui social, non è un fenomeno riconducibile esclusivamente a un’area. Le reazioni contro questa narrativa non si sono fatte attendere: diversi utenti hanno sottolineato la presenza di migliaia di profili estremisti, spesso riconoscibili da simboli del ventennio o bandierine italiane, che diffondono quotidianamente messaggi contro minoranze, comunità LGBTQ+, migranti e oppositori politici.

Altri hanno ricordato episodi istituzionali molto discussi, come la plateale esultanza di alcuni senatori nel 2021 per l’affossamento del DDL Zan, la legge pensata per contrastare più severamente i crimini d’odio.

Uno “speech” che divide ma che fa discutere

Il discorso di Facchinetti a Atreju si è rapidamente trasformato in un caso politico e mediatico. Per alcuni è la prova che il mondo dello spettacolo non è più monoliticamente schierato a sinistra. Per altri, un intervento confuso che mescola opinioni personali con una visione distorta dello scenario politico.

Di certo, il video ha raggiunto l’obiettivo: far parlare di sé e alimentare la discussione su rappresentanza, libertà di espressione e clima politico nel mondo dello spettacolo italiano.