Momenti di forte tensione nell’Aula della Camera dei Deputati durante l’esame degli ordini del giorno collegati al piano casa. Al centro della polemica è finito un acceso botta e risposta tra Emanuele Pozzolo e la vicepresidente della Camera Anna Ascani, che in quel momento presiedeva la seduta.
Un confronto nato da una questione apparentemente formale ma che si è rapidamente trasformato in uno scontro politico destinato a far discutere. La vicenda si inserisce in una serata già caratterizzata da tensioni tra esponenti della maggioranza e del centrosinistra.
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Lo scambio che ha acceso la polemica
Tutto è iniziato quando Pozzolo, intervenendo durante la discussione, si è rivolto alla presidente di turno utilizzando l’espressione “signor Presidente”. Anna Ascani è intervenuta immediatamente per correggere la formula utilizzata, precisando che sarebbe stato più corretto rivolgersi a lei come “signora Presidente” oppure semplicemente “Presidente”.
La replica del deputato non si è fatta attendere. Pozzolo ha infatti ripetuto la stessa espressione utilizzata in precedenza, ringraziando nuovamente la presidente con la formula che aveva appena generato la contestazione.
A quel punto Ascani ha risposto con una battuta che ha ulteriormente acceso il confronto, rivolgendosi a lui come “collega deputata Pozzolo”, suscitando reazioni nell’emiciclo.
I richiami durante la seduta
Nel corso dello scambio la vicepresidente della Camera ha richiamato all’ordine il parlamentare per due volte, nel tentativo di riportare il dibattito sui temi oggetto della discussione.
La tensione, tuttavia, non si è esaurita con la conclusione della seduta. Nelle ore successive Pozzolo è tornato sull’episodio, contestando anche la ricostruzione riportata nei verbali parlamentari.
Secondo il deputato, infatti, la formula utilizzata non sarebbe stata offensiva né provocatoria, ma rappresenterebbe una forma linguistica ritenuta corretta da parte dell’Accademia della Crusca.
La replica di Pozzolo
Intervenendo il giorno successivo, il parlamentare ha sostenuto che nel verbale sarebbe presente un errore di interpretazione. Pozzolo ha ribadito di aver utilizzato una formula che, a suo dire, rientrerebbe tra quelle considerate corrette dalla lingua italiana.
Nel suo intervento ha inoltre invitato la presidenza a verificare le indicazioni dell’Accademia della Crusca e ad apportare eventuali correzioni ai resoconti ufficiali della seduta.
Le sue parole hanno però generato nuove contestazioni all’interno dell’Aula, contribuendo a mantenere alta la tensione politica attorno alla vicenda.
L’intervento delle opposizioni
Sul caso è intervenuta anche la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Francesca Ghirra, che ha criticato la posizione espressa da Pozzolo.
Secondo l’esponente dell’opposizione, rivolgersi a una donna che presiede la seduta utilizzando la formula femminile rappresenterebbe una questione di rispetto istituzionale oltre che linguistico.
Nel frattempo il presidente di turno Sergio Costa ha richiamato Pozzolo per il linguaggio utilizzato durante il suo intervento, sottolineando come alcune espressioni pronunciate non fossero considerate adeguate al contesto parlamentare.