Il futuro di “Lo Stato delle cose” si fa improvvisamente incerto. Nonostante ascolti in crescita e un posizionamento sempre più riconoscibile nel palinsesto di Rai 3, il programma condotto da Massimo Giletti potrebbe chiudere in anticipo rispetto alla fine naturale della stagione televisiva.

Secondo indiscrezioni riportate da Domani.it, la trasmissione sarebbe destinata a concludersi il 31 marzo 2026, con diverse settimane di anticipo. Una decisione che non sarebbe legata ai risultati Auditel, ma a una questione strettamente economica: la mancanza di budget.
Ascolti solidi, ma risorse finite
La puntata andata in onda la scorsa settimana ha registrato 1 milione e 91 mila spettatori, con uno share del 7,17%, numeri considerati positivi per la terza rete. Eppure, secondo quanto emerso, la Rai avrebbe commesso un errore nella pianificazione delle risorse economiche destinate al programma, rendendo impossibile proseguire con il calendario originariamente previsto.
Una scelta che ha sorpreso parte degli addetti ai lavori, considerando che il talk di inchiesta si era ritagliato uno spazio stabile nel panorama dell’informazione televisiva, affrontando casi di grande impatto mediatico e giudiziario.
Temi caldi e confronto diretto
Nella puntata prevista in onda questa sera, Giletti tornerà a occuparsi di dossier delicati, tra cui il caso Crans-Montana, il delitto di Garlasco e l’inchiesta Hydra. È previsto anche un confronto diretto con Marco Travaglio, elemento che conferma la linea editoriale del programma: scontro dialettico e approfondimento su temi divisivi.


















