
Caso Garlasco, cambia tutto
Un caso ancora irrisolto dopo quasi due decenni
L’omicidio di Chiara Poggi è avvenuto nel pieno dell’estate del 2007 e ha sconvolto l’opinione pubblica italiana. Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della giovane, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto, dopo un lungo iter giudiziario fatto di assoluzioni e condanne in appello.
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Negli ultimi anni, però, nuove evidenze e richieste da parte della famiglia Poggi hanno spinto la magistratura a riaprire il fascicolo, con il sospetto che possano esserci altre responsabilità. L’attenzione investigativa si è spostata su Andrea Sempio, il quale non è mai stato formalmente indagato durante le prime fasi del procedimento ma il cui DNA sarebbe stato ritenuto meritevole di ulteriori verifiche.
Nuovo capitolo nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa nella sua abitazione a Garlasco il 13 agosto 2007. A distanza di quasi 18 anni dai fatti, la giudice per le indagini preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli, ha accolto la richiesta della Procura e ha disposto la revoca dell’incarico al genetista forense Emiliano Giardina.
Al suo posto sono stati nominati due nuovi consulenti: si tratta della genetista Denise Albani e del tecnico della polizia scientifica Domenico Marchigiani.
La decisione arriva in un momento cruciale per la possibile riapertura del caso, che ha segnato profondamente la cronaca giudiziaria italiana. Il nuovo focus investigativo riguarda Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, la cui posizione è ora al centro delle indagini in corso.
Il nuovo team di esperti: Albani e Marchigiani al posto di Giardina
La nuova direzione delle indagini è stata affidata alla polizia scientifica. Il lavoro verrà coordinato da Domenico Marchigiani, sovrintendente tecnico, e dalla genetista Denise Albani, docente presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Sarà proprio Albani a prendere il posto lasciato vacante da Giardina, lo stesso direttore del laboratorio di genetica forense dello stesso ateneo romano.
L’udienza per il conferimento ufficiale degli incarichi ai due nuovi periti è fissata per venerdì 16 maggio presso il Tribunale di Pavia. I due professionisti saranno chiamati ad analizzare nuovamente i reperti biologici legati all’omicidio di Chiara Poggi, con particolare attenzione al materiale genetico rinvenuto sotto le unghie della vittima, confrontandolo con i profili genetici di Sempio e di altri soggetti che frequentavano abitualmente l’abitazione in via Pascoli.
Le motivazioni della revoca: l’intervista di Giardina a “Le Iene”
Il provvedimento di revoca dell’incarico a Giardina ha origini ben precise. Al centro della questione c’è un’intervista che il genetista rilasciò al programma televisivo “Le Iene” nel 2017. In quell’occasione, Giardina espresse pubblicamente il proprio parere sull’utilizzabilità giudiziaria dei tracciati elettroforetici, ovvero quei dati genetici che erano stati oggetto della relazione del perito Francesco De Stefano, nominato nel processo d’appello bis contro Alberto Stasi.
Secondo la Procura di Pavia, e successivamente anche secondo la gip Garlaschelli, quelle dichiarazioni pubbliche potrebbero minare la percezione di imparzialità del perito. Anche se la giudice riconosce a Giardina competenza, autorevolezza e correttezza professionale, ha ritenuto che l’intervista rischiasse di compromettere “l’apparenza di imparzialità”, un principio fondamentale per il corretto svolgimento di un’indagine così delicata.
Nel provvedimento si sottolinea l’importanza di garantire piena fiducia da parte di tutte le parti coinvolte, evidenziando che l’eventuale ombra di una parzialità potrebbe inficiarne la credibilità e la regolarità dell’intero procedimento.
Due nuovi periti scelti per la loro imparzialità
A sostituire Giardina ci saranno, dunque, due figure giudicate dalla magistratura come “di comprovata esperienza ed evidente imparzialità”. Denise Albani ha una solida esperienza accademica e forense, mentre Domenico Marchigiani vanta anni di lavoro nel settore tecnico-scientifico della Polizia di Stato.
I due specialisti avranno il compito di riesaminare i reperti genetici e confrontarli con il DNA di Andrea Sempio e delle altre persone che frequentavano la casa della vittima. L’obiettivo è quello di verificare eventuali compatibilità genetiche e dare una nuova chiave di lettura al caso Garlasco, che potrebbe conoscere sviluppi clamorosi.
Resta in carica Luciano Garofano, respinta la richiesta di ricusazione
Mentre Giardina è stato rimosso, la gip ha invece respinto la richiesta di ricusazione avanzata dalla difesa di Alberto Stasi nei confronti di Luciano Garofano. L’ex comandante dei Ris di Parma resta dunque nel team come consulente tecnico per la parte che rappresenta Andrea Sempio.
Secondo la giudice, non sussistono elementi sufficienti per giustificare l’estromissione di Garofano, nonostante la difesa dell’ex fidanzato della vittima avesse sollevato dubbi sulla sua presenza nella villetta di via Pascoli durante i rilievi tecnici effettuati all’epoca del delitto. La giudice ha quindi confermato la legittimità della sua presenza nel pool di esperti.
Tutti i consulenti ammessi alle nuove analisi genetiche
Con la nuova composizione del team peritale, tutte le parti avranno i propri rappresentanti nelle attività genetiche future. Oltre ad Albani e Marchigiani, saranno presenti anche Garofano per la parte di Sempio, Marzio Capra per la famiglia Poggi, e il genetista Ugo Ricci per la difesa di Alberto Stasi.
Il materiale biologico da esaminare comprende campioni ritrovati sulle unghie di Chiara Poggi, che potrebbero contenere tracce utili all’individuazione dell’aggressore. Si tratta di una fase investigativa cruciale per fare luce, una volta per tutte, sull’identità dell’autore del brutale omicidio.
Un caso ancora irrisolto dopo quasi due decenni
L’omicidio di Chiara Poggi è avvenuto nel pieno dell’estate del 2007 e ha sconvolto l’opinione pubblica italiana. Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della giovane, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto, dopo un lungo iter giudiziario fatto di assoluzioni e condanne in appello.
Negli ultimi anni, però, nuove evidenze e richieste da parte della famiglia Poggi hanno spinto la magistratura a riaprire il fascicolo, con il sospetto che possano esserci altre responsabilità. L’attenzione investigativa si è spostata su Andrea Sempio, il quale non è mai stato formalmente indagato durante le prime fasi del procedimento ma il cui DNA sarebbe stato ritenuto meritevole di ulteriori verifiche.
