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Chi finisce nel mirino
Le richieste risarcitorie riguardano sia gli articoli sia i passaggi televisivi che avevano dato ampio spazio alla vicenda. Secondo quanto dichiarato dai legali, oggetto delle prime richieste sarebbero oltre cinquanta articoli pubblicati, anche nelle edizioni online, dal quotidiano Il Fatto Quotidiano.
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Nel mirino anche due trasmissioni: È sempre Cartabianca, andata in onda su Rete 4, e Report, trasmessa su Rai 3. Il riferimento è dunque al circuito mediatico che nelle scorse settimane aveva seguito e rilanciato il caso, dagli approfondimenti del giornale diretto da Marco Travaglio a quelli televisivi di Bianca Berlinguer e Sigfrido Ranucci.
Il cuore delle accuse
Gli accertamenti della Procura si erano concentrati in particolare sulle ricostruzioni relative a presunte feste con droga e sesso alle quali la Minetti avrebbe partecipato negli ultimi anni.
Secondo i procuratori, quelle affermazioni sono state smentite sia dalle dichiarazioni raccolte nel corso delle indagini difensive, sia da quelle rese ai carabinieri dalle persone informate sui fatti. Le rivelazioni, ricostruisce la Procura, erano state originariamente fornite a una testata da una massaggiatrice, inizialmente in forma anonima e successivamente con l’indicazione del proprio nome.
Una vicenda destinata a far discutere
Con il passaggio sul fronte civile, il caso Minetti entra ora in una fase nuova e potenzialmente delicata, che riguarda non solo i protagonisti diretti ma anche il rapporto tra cronaca, verifica delle fonti e responsabilità di chi pubblica.
Sarà ora la giustizia civile a valutare le richieste di risarcimento avanzate dai legali. Di certo, vista la notorietà dei soggetti coinvolti e il peso delle testate chiamate in causa, la vicenda continuerà a tenere banco nel dibattito pubblico ancora a lungo.