Cristian Chivu e la sua Inter: un successo che vale più dei tre punti
Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, aveva chiesto ai suoi giocatori una risposta chiara e decisa dopo un finale di stagione che aveva lasciato tanta amarezza. Servivano determinazione, attenzione ai dettagli, cattiveria agonistica, quella capacità di buttare via il pallone nei momenti di difficoltà, ma soprattutto la voglia di vincere. Quella stessa voglia che sembrava essersi smarrita nelle ultime settimane. Ad Amsterdam, contro l’Ajax, la squadra nerazzurra ha risposto presente, regalando al suo allenatore una vittoria pesante e meritata.
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Una trasferta insidiosa, anche se l’Ajax non è più quello di una volta
L’Ajax non è tra le formazioni più temibili di questa edizione della Champions League, ma affrontare una squadra con una storia così importante in Europa non è mai semplice. Soprattutto in trasferta, nello stadio di Amsterdam che trasuda tradizione e prestigio. Per questo l’Inter ha approcciato la gara con grande concentrazione, imponendo il proprio ritmo già nei primi 25 minuti.
Alla vigilia si era parlato di possibili rivoluzioni nella formazione, ma Chivu ha scelto la continuità. Confermato l’assetto classico, con un’unica novità: il giovane Pio Esposito al posto dell’infortunato Lautaro Martínez. In difesa, invece, spazio a De Vrij, con Acerbi lasciato a riposo. Una scelta che si è rivelata azzeccata.
Marcus Thuram, il trascinatore della serata
Il grande protagonista della sfida è stato Marcus Thuram. L’attaccante francese ha dimostrato ancora una volta di essere una pedina fondamentale nello scacchiere di Chivu, firmando una doppietta decisiva.
La partita si è sbloccata lentamente. Dopo un avvio equilibrato, l’Inter ha preso in mano il controllo delle operazioni. Al 33’ c’è stata la prima vera occasione da gol: Pio Esposito, con grande personalità, ha difeso un pallone filtrante e ha servito a Thuram un assist perfetto. La conclusione diagonale del francese è uscita di pochissimo, lasciando l’amaro in bocca ai tifosi nerazzurri.
Un minuto più tardi, ecco l’episodio che ha fatto discutere: rigore concesso all’Inter per un fallo netto di Baas su Thuram. L’arbitro ha indicato il dischetto ed estratto il giallo, ma il VAR lo ha richiamato: secondo la revisione, l’attaccante francese avrebbe trattenuto per primo l’avversario. Decisione contestata, perché la trattenuta sembrava reciproca e di lieve entità. Rigore cancellato e partita che resta sullo 0-0.
Sommer decisivo, poi la magia di Thuram
Scampato il pericolo, l’Ajax ha provato a reagire e al 40’ si è reso pericoloso con un contropiede fulmineo di Godts, stoppato da uno straordinario Sommer in uscita bassa. La parata dello svizzero è stata fondamentale, perché pochi minuti dopo l’Inter è passata in vantaggio.
Al 42’ Calhanoglu ha battuto un calcio d’angolo perfetto dalla destra, trovando Thuram sul primo palo: colpo di testa imperioso e palla in rete. Un gol da centravanti puro, che ha premiato la determinazione dei nerazzurri.
Il raddoppio che ha spezzato la partita
Neanche il tempo di riorganizzarsi che l’Ajax ha subito il colpo del definitivo 2-0. Al 3’ del secondo tempo, sempre da calcio d’angolo battuto da Calhanoglu, Thuram si è alzato in cielo e ha anticipato tutti, firmando la sua doppietta personale. Una rete che ha messo in discesa la serata dell’Inter e gelato i tifosi olandesi.
Gli avversari hanno tentato di rientrare in partita con alcuni cambi offensivi, ma la difesa interista ha retto senza grandi difficoltà, mostrando quella solidità che spesso era mancata nelle ultime uscite.
Pio Esposito, più di una promessa
Se Thuram è stato l’uomo copertina della gara, una menzione speciale merita Pio Esposito. Il giovane attaccante ha disputato una partita generosa e intelligente, andando vicino al gol al 36’ della ripresa con una girata in area. Oltre all’occasione personale, ha lavorato tanto per la squadra: ha protetto palla, ha aperto spazi per i compagni e ha regalato un assist prezioso a Dumfries.
Il suo esordio europeo da titolare non è passato inosservato. In lui si intravede già qualcosa in più di una semplice promessa: per l’Inter e per la Nazionale italiana potrebbe rappresentare un futuro molto interessante.
Gestione matura fino al fischio finale
Tra ammonizioni (come quelle di Mkhitaryan e Baas) e sostituzioni multiple, l’Inter ha saputo controllare la partita fino alla fine. Chivu ha concesso spazio anche a Frattesi, che molti avrebbero voluto in campo dall’inizio, ma l’ingresso del centrocampista ha avuto soprattutto il compito di consolidare il risultato.
Il triplice fischio ha sancito una vittoria dal sapore particolare: non solo tre punti importanti nel girone, ma soprattutto un segnale di riscatto da parte di un gruppo che sembrava avere perso fiducia.
I dubbi sul mercato e le scelte di Chivu
In mezzo a tante note positive, resta però qualche ombra. I due nuovi acquisti, Luis Henrique e Diouf, non sono stati presi in considerazione nemmeno per i minuti finali. Chivu, pur dichiarandosi soddisfatto del mercato estivo, continua a non dare spazio ai rinforzi per cui la società ha investito circa 50 milioni di euro.
Questa situazione solleva interrogativi: si tratta di una scelta tecnica momentanea, legata alla condizione fisica dei giocatori, o di un messaggio indiretto alla dirigenza? La crescita dell’Inter di Chivu passerà anche da qui, dalla capacità di integrare i nuovi innesti e dare profondità a una rosa che deve reggere le pressioni di tre competizioni.
Una vittoria che ridà entusiasmo
In definitiva, il successo di Amsterdam vale più del risultato stesso. L’Inter ha ritrovato compattezza, spirito di sacrificio e soprattutto quella voglia di lottare che l’allenatore rumeno aveva chiesto a gran voce.
La doppietta di Thuram, la solidità difensiva, le parate di Sommer e la prestazione incoraggiante di Pio Esposito sono tasselli che fanno ben sperare per il prosieguo della stagione. Restano dubbi e problemi da risolvere, ma questa vittoria può segnare una svolta importante.
Chivu e i suoi ragazzi hanno dimostrato di avere ancora fame, e questa è forse la notizia più bella per i tifosi nerazzurri.
