L’annuncio ufficiale è arrivato dalla struttura ospedaliera, che ha comunicato il decesso avvenuto nella serata del 7 aprile 2026. Lucescu era stato ricoverato inizialmente per un malore, ma la situazione si è aggravata con un infarto miocardico che lo ha portato in terapia intensiva.

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Una carriera leggendaria
Mircea Lucescu è stato uno degli allenatori più vincenti di sempre, con ben 35 trofei conquistati nel corso della sua carriera. Un palmarès che lo colloca tra i grandi della storia del calcio, dietro solo a nomi come Sir Alex Ferguson e Pep Guardiola.
Nel corso degli anni ha guidato numerosi club di prestigio internazionale, tra cui Shakhtar Donetsk, Dinamo Kiev, Galatasaray, Beşiktaş, Zenit e Inter. Proprio con lo Shakhtar ha costruito una delle sue pagine più memorabili, vincendo campionati, coppe nazionali e la storica Coppa Uefa nella stagione 2008-2009.
Il legame con la nazionale e i record
Lucescu ha avuto un ruolo fondamentale anche con la nazionale rumena, sia da calciatore che da allenatore. Da tecnico, è stato il primo a qualificare la Romania a un Europeo nel 1984.
La sua carriera si è chiusa con un record significativo: è stato l’allenatore più anziano a sedere sulla panchina di una nazionale durante una partita ufficiale, a oltre 80 anni.
Dalle origini da calciatore al mito
Nato il 29 luglio 1945, Lucescu aveva iniziato la sua carriera da calciatore con la Dinamo Bucarest, dove aveva conquistato diversi titoli nazionali. Dopo il ritiro, aveva intrapreso subito la carriera da allenatore, dimostrando fin da subito grande talento.
Nel corso della sua vita è diventato un simbolo del calcio rumeno e internazionale, capace di influenzare generazioni di giocatori e tecnici.
Il ricordo del mondo del calcio
La sua scomparsa lascia un vuoto importante nel panorama calcistico mondiale. Tecnico innovativo, carismatico e vincente, Lucescu è stato un punto di riferimento per decenni.
Il mondo del calcio oggi lo ricorda come una figura storica, capace di attraversare epoche e rivoluzioni del gioco senza mai perdere la sua identità.